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Le Menzogne di Al Jazeera & Al Arabia

Quanto riportato dai canali TV Al Jazeera e Al Arabiya sull’omicidio di alcuni responsabili politici e della sicurezza è completamente infondato.
Queste persone svolgono tutt’ora le loro funzioni.

Il sottosegretario del Vice Presidente della Repubblica Araba Siriana, Imad Hasan Turkmani, ha dichiarato: “Quanto riportato dai canali TV Al Jazeera e Al Arabiya sull’omicidio di alcuni responsabili politici e della sicurezza è completamente infondato. Queste persone continuano svolgono le loro funzioni. E’ un’ evidente manipolazione informativa, dietro a cui si cela l’intenzione  più assoluta di ingannare gli spettatori mediante la disinformazione”.

Il ministro della Difesa Imad Daoud Rajiha ha aggiunto che le notizie relative all’omicidio di responsabili politici e della sicurezza sono false e rispecchiano il fallimento e il tracollo subito dai gruppi terroristici e da coloro che  li sostengono con i soldi, le armi e  i mezzi d’informazione.

La notizia dell’omicidio dei dirigenti è stata categoricamente  smentita anche dal Ministro dell’Interno, Generale di Brigata Mohamed Ibrahim Al Shaar, che ha aggiunto : “Speravo di sentire che chi finanzia al Jazeera ed altri simili canali tendenziosi pagasse questi soldi e versasse almeno anche solo 500 dollari al mese ad un cittadino di Gerusalemme che soffre per l’occupazione israeliana, per rinsaldarne la tenacia, per arrestarne la migrazione e per evitare che Gerusalemme venga trasformare in una città ebraica, invece di fabbricare notizie su una sommossa civile in Siria e di godere nel sentir parlare dei morti siriani”. Il ministro dell’Interno ha sottolineato che questa manipolazione da parte dei mass-media e di chi si nasconde dietro a loro non riuscirà a vincere sul popolo siriano e sulla classe dirigente, ribadendo la determinazione del Governo a perseguire le frange terroriste per riportare la sicurezza e la stabilità in Siria.  

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Confessioni di terroristi

Alcuni terroristi tunisini hanno confessato di essersi infiltrati in territorio siriano dalla Turchia, sotto l’impulso di ideologie estremiste che invitano ad uccidere gli infedeli,  in coordinamento con le milizie del cosiddetto “Esercito Libero” e Al Qaeda, e di esser stati addestrati in Libia ed in altri Paesi.

Uno di loro, il tunisino Wissam Kamal Ben Halima, nato nel 1992, ha ammesso di aver appreso della situazione in Siria da un terrorista membro dell’organizzazione Fath al Islam, che gli ha suggerito l’idea di partire per la Siria soprattutto per ragioni economiche, in quanto lui è figlio unico, e da solo deve provvedere economicamente a una famiglia intera.

Una volta deciso di partire, il tunisino si è diretto a Istanbul, dove è entrato in contatto con terroristi che in passato avevano combattuto in Afghanistan, Cecenia, Iraq e Libano e in altri Paesi e che gli hanno parlato del jihad, informandolo che avrebbe fatto parte del campo “i nostri fratelli” afferente all’Esercito Libero, dove avrebbe seguito corsi di addestramento. A questo punto il tunisino ha deciso di non continuare più il suo programma di indottrinamento e di confessare quanto sinora commesso.

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Il terrorista tunisino Bilal Ben Abdallah Mohammad Marzuqi invece ha affermato di aver tentato una prima volta di entrare in Siria, nel 2005, attraverso l’Iraq, ma di non esserci riuscito. Una volta tornato a Tunisi,  ha incontrato un amico di nome Hosni che gli ha espresso il desiderio di partire per la Siria ma di non possedere il denaro sufficiente per il viaggio. Marzuqi gli ha dato 300 $, senonché Hosni è stato arrestato dalle autorità tunisine e gli ha stata inflitta la pena della reclusione per tre anni. A quel punto Marzuqi ha deciso  di partire per la Libia, dove ha seguito un duro addestramento militare ed ha  incontrato  il libico Abd al Hakim Belhaj. Assieme a lui e a un gruppo di combattenti della Libia si è diretto a Tripoli e poi a Benghazi dove, in un campo diretto dai Fratelli Musulmani,  ha  abbracciato l’ideologia salafita jihadista e ha imparato ad usare diversi tipi di armi.

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Il terrorista Marzouqi è stato poi invitato ad andare in Turchia dove, una volta arrivato, ha ricevuto una telefonata da un capo terrorista che gli ha ordinato di partire per Antakia . Una volta arrivato, i trafficanti gli hanno fatto trovare una macchina che lo ha portato fino alla frontiera siriana, passando attraverso le montagne.

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A sua volta, il terrorista tunisino Suheil ben Zuheyr Al Saqsali ha dichiarato:

“Sono nato a Tunisi nel 1986. Dal mese di agosto 2011, dopo aver visto i canali satellitari e le fatwa di Yousef al Qardawi, Adnan al Aruur e Abdullah Aal Sheikh, ho deciso di combattere a fianco dei fratelli libici per la causa del  Jihad. Ho seguito un programma di duro addestramento nel campo Bu salim per circa 20 giorni. Dopo di che ho incontrato un certo Abu Issa, che mi ha chiesto di partire per la Turchia  da dove, una volta arrivato, mi sono diretto ad Antakia, dove ho trovato un’automobile e ad aspettarmi c’era un uomo di cui non ricordo il nome, ma so che parlava in dialetto siriano. Questi mi ha accompagnato alla frontiera turco-siriana, dove ho trovato un’altra macchina ad aspettarmi, per condurmi in un appartamento a Latakia. A Latakia mi ha fatto visita un certo Abu Ahmed, di cui Abu Issa mi aveva parlato, che è uno dei responsabili di al Qaeda, e che mi ha chiesto se fossi mai stato addestrato. Io gli ho risposto dicendogli che avevo combattuto nella rivoluzione libica, al che lui mi ha detto: -Ti spediremo direttamente in un gruppo jihadista facente parte dell’Esercito Libero-“.

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Fonti tunisine a Washington hanno confermato che i terroristi tunisini catturati in territorio siriano erano già stati in carceri tunisine, prima che il governo tunisino emettesse un decreto di rilascio, in ottemperanza all’intervento del presidente del partito Al-Nahda Rashid al Ghannushi. Fonti che hanno voluto mantenere l’anonimato hanno rivelato al quotidiano kuwaitiano Al Ra’y 19 nomi di terroristi tunisini che sono stati arrestati in Siria, sottolineando che questi terroristi sono stati arruolati con il patrocinio dell’addetto alla sicurezza dell’ambasciata del Qatar a Tunisi, mentre altri estremisti libici sono stati arruolati sotto la leadership del Presidente del Consiglio Militare precedente a Tripoli, Abd al Hakim Belhaj.

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Le fonti hanno sottolineato che i tunisini arrestati in precedenza avevano partecipato a azioni armate eseguite in territorio tunisino, soprattutto in relazione agli eventi noti come l’”affare Soliman” nel 2007 , facendo presente che gli arrestati hanno compiuto azioni armate contro membri dell’esercito regolare siriano, dando seguito a fatwa di uomini che invitano alla lotta armata e all’omicidio  contro gli infedeli a Tunisi.

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 porcate varie di utili idioti al servizio di Sion

I gruppi terroristici hanno commesso anche ieri, 20 maggio, azioni criminali contro i cittadini, le forze dell’ordine e le proprietà pubbliche e private in molte province siriane.

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  • un gruppo terroristico armato ieri ha fatto irruzione nell’abitazione del maresciallo Alaa Al Deiri, di Nawa, vicino a Deraa, sparandogli  ed uccidendo lui e la moglie.
  • Un altro gruppo terroristico ha rapito il cittadino Rashid Sa’id al Hariri, di Abtaa. Il suo corpo è stato ritrovato alcune ore dopo, abbandonato nei campi, tra i paesi di Abtaa e Tamer.
  • Un gruppo terroristico ha aperto il fuoco su agenti di un’unità dell’esercito a Shifuniya, nella periferia di Damasco.

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  • Un capitano dell’esercito e due agenti sono stati assassinati da colpi di arma da fuoco sparati da un gruppo terroristico.
  • Le autorità competenti si sono scontrate con un gruppo terroristico che ha aggredito le forze dell’ordine nelle fattorie di Al Mawj, nella periferia di Homs. Sono ruscite ad uccidere e ferire alcuni membri del gruppo.

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  • Quattro agenti delle forze dell’ordine sono stati colpiti dall’esplosione di un ordigno piazzato da un gruppo terroristico contro un mezzo militare che trasportava vettovaglie nella città di al Quseyr, nella periferia di Homs.
  • In località Sahm al Bahr, a sud di Banias, le autorità competenti hanno ritrovato un deposito di armi sito nel villaggio di al Qarir.

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  • D’altra parte, le unità del genio hanno disinnescato quattro ordigni esplosivi piazzati dai gruppi terroristici sulla strada Ariha-Idlib, nei pressi dell’incrocio con il paese Nahelia.
  • A Deir ez-Zor, le autorità competenti hanno scoperto un covo di terroristi nel quartiere Al Ardi, in cui i terroristi avevano nascosto armi di diverso tipo.
  • I vigili del fuoco di Hama sono riusciti a domare un grande incendio appiccato da un gruppo terroristico in  alcuni terreni agricoli in località Muriud, nella provincia di Hama, mentre a loro volta prendevano di mira i raccolti agricoli. Gli uomini armati hanno usato una munizione esplosiva ad alto potenziale incendiario per dar fuoco ai campi. L’incendio si è esteso per più di 500 dunam di campi coltivati ad orzo. I vigili del fuoco, immediatamente allertati, sono riusciti a domare l’incendio con l’aiuto degli abitanti prima che si estendesse ad altre località.

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The Syrian Army will defeat Terrorist Al Qaeda…No matter what.

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