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Non sono molto addentro alle questioni di politica mediorientale, ma consentitemi di esprimere il mio modesto parere su una vicenda che, se non avesse già assunto il carattere di tragedia, sfiorerebbe almeno i toni del grottesco. Mi riferisco all’evolversi della situazione siriana, partendo dal punto di vista dell’uomo della strada che non si è ancora fatto abbindolare da una campagna mediatica condotta da alcuni mesi in modo vergognoso, ma si sa, vendere la penna è molto più remunerativo e molto meno doloroso che vendere altre cose, e gli onori della ribalta sono sempre più piacevoli di una giornata lungo una tangenziale o un viale di periferia.

Per dirla in due parole: in Siria un governo da sempre legittimo e dunque da sempre riconosciuto, seppur con tutte le pecche che si riscontrano peraltro anche in misura maggiore in altre realtà limitrofe, si trova ad affrontare una vera e propria guerra d’aggressione al proprio Paese. Finanziate infatti dagli USA e dai signori del petrolio, bande di tagliagole imbottite di armi e di droga, assistite, organizzate e comandate da ufficiali ed elementi dei servizi segreti di alcune potenze occidentali, sono penetrate in territorio siriano a spargere il caos ed il terrore, rapinando, distruggendo interi quartieri di città, rapendo, uccidendo e facendo a pezzi (poi sparpagliati nelle strade) coloro che ai loro occhi sono giudicati infedeli (Cristiani, Sciiti, ecc.), arrivando persino a sgozzare a sangue freddo bambini innocenti, vecchi e malati.

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Giustificato,direi,l’intervento dell’esercito, subito richiesto dalle popolazioni interessate. Versione ufficiale dei nostri mezzi di comunicazione, dai giornali alle radio alle televisioni: In Siria l’opposizione pacifica e democratica al regime tirannico di Assad è stata fatta oggetto di una repressione armata brutale che non ha risparmiato nemmeno la popolazione. E sull’onda di questa parola d’ordine è stata montata una delle più false campagne stampa a memoria d’uomo cui sia mai stato possibile assistere. Dopo le primavere arabe degli scorsi mesi, grazie alle quali sono spariti tutti i regimi laici nordafricani per lasciare il posto a governi confessionali non particolarmente rassicuranti, ora è il turno della Siria di Assad.

In epoche normali una simile aggressione avrebbe suscitato la condanna e la reazione unanime da parte del consesso delle Nazioni, leggasi ONU.

Ora, invece, proprio al medesimo organismo si è chiesto di intervenire per condannare e rimuovere il legittimo Presidente, a favore di un nuovo governo scelto da chissachì. E dal momento che tale organismo non pareva piegarsi abbastanza supinamente ai loro diktat, o perlomeno non abbastanza rapidamente, in contemporanea si sono portate avanti alcune operazioni militari più o meno mascherate per preparare l’invasione armata, vedi per esempio la richiesta al governo libanese di ritirare l’esercito regolare dal nord-Libano, così da potervi installare basi di ribelli pronti a compiere rapide incursioni nella confinante Siria, o la creazione di finti campi profughi in Turchia, in realtà veri e propri accampamenti di mercenari armati fino ai denti.

E’ vero che noi in questo periodo abbiamo l’IMU da pagare, è vero che dopo l’IMU ci sarà una nuova tassa, e poi un’altra ancora e ancora e ancora, e che mai nessuno come Monti ha incarnato lo spirito della fantasia al potere, e dunque dovremo sempre aspettarci qualcosa di spiacevole per chissà quanto ancora, ma ritengo che comunque quello che sta succedendo in Siria ci riguardi più da vicino di quanto si possa pensare per due motivi.

Il primo è che in questa Nazione si sta giocando un colossale braccio di ferro tra due realtà gigantesche: da una parte gli USA con i suoi servi occidentali, e dunque noi in prima fila, e dall’altro Cina e Russia con tanto di Stati satelliti. Le conseguenze di un ulteriore inasprimento della situazione rischierebbero di portare allo scoppio di un nuovo conflitto mondiale, i cui esiti potrebbero far sembrare una sciocchezza anche le più apocalittiche profezie maya.

Il secondo motivo è che ancora una volta il governo degli Stati Uniti d’America ha mostrato, con la solita arroganza, e nel più totale disprezzo delle leggi internazionali, dalle quali peraltro non si è mai sentito vincolato nelle sue decisioni di politica estera, quale sia la sua vera aspirazione. Quando nel 1945 le truppe alleate sfilavano nelle nostre città accolte dalla popolazione come dei liberatori, in realtà entravano nel nostro Paese come nuove truppe occupanti, e così fecero in tutta Europa.

Le loro basi militari, mantenute anche negli anni successivi alla fine del conflitto con la scusa di fare da baluardo contro un’eventuale invasione bolscevica, in effetti non sono state mai smantellate neanche dopo il crollo dell’Unione Sovietica, e questo perchè quelle che ospitano sono vere e proprie truppe d’occupazione.

Non ci dobbiamo quindi meravigliare se la nostra politica estera è da sempre asservita alla loro, noi siamo una loro provincia, e siccome non ci stavamo comportando tanto bene hanno mandato il loro console Mario Monti a governarci, uomo il cui cursus honorum rimanda infatti ai più grossi potentati finanziari ed economici d’oltreoceano. Noi ubbidiamo a loro, dobbiamo ubbidire a loro, perchè basta che l’ultimo manager cocainomane di una loro agenzia di rating ci giudichi non troppo affidabili e via che siamo alla fame.

Ci illudiamo di vivere in un Paese libero, ma siamo liberi di dire solo si, qualsiasi dissenso non trova modo di esprimersi, e la vicenda siriana ne è un esempio. Il Grande Fratello ha indicato il nuovo nemico, i mass-media sono il suo amplificatore,hanno l’incarico di fomentare il disprezzo e l’odio anche a costo della più spregevole menzogna, fino al punto in cui saremo noi a chiedere la testa del tiranno. E dopo di lui ce ne sarà un altro, e poi un altro ancora; la sorte che aspetta i nemici degli USA è sempre la stessa, la distruzione:o ti fai servo o vieni eliminato.

Mai come in questo secolo la spinta imperialistica degli USA è stata così frenetica, sostenuta da governanti accecati da interessi economici e da deliri apocalittici; il fine è la conquista del Mondo.

Anni fa qualcuno ci mise in guardia dal complotto demoplutoliberalgiudaicomassonico; chi di noi non si è mai fatto una risata sopra questa cosa? Beh, se devo dire la verità, oggi, a cinquant’anni suonati e visto come stanno andando le cose, quando penso a quelle parole tanta voglia di ridere non mi viene più.

Claudio Pretari

da Appunti del 15 giugno 2012 - http://www.appunti.ru/articolo.aspx?id=520

Ripubblicato per SyrianFreePress.net

al link http://syrianfreepress.wordpress.com/2012/06/16/questa-piccola-grande-siria-e-la-faccenda-non-finisce-li/

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