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La “George Bush”, portaerei a propulsione nucleare della Marina Militare americana, dal Golfo Persico e’ stata inviata nelle acque siriane.

Si tratta di un’unita’ in grado di prendere a bordo 70 velivoli, fra cui 48 caccia.

La nave viene seguita da un gruppo di appoggio, di cui fa parte un cacciatorpediniere.

Gli opinionisti si sono divisi fra pessimisti e ottimisti (cioe’ quelli che prevedono, per ora, un’evolversi della situazione alquanto tranquilla).

Un commento del politologo Maksim Minaev:

Potrebbe essere il segnale di un’operazione militare, in quanto lo scenario e’ molto simile al concentramento, qualche mese fa, delle forze atlantiche lungo le coste libiche. Washington vuole trarre il massimo profitto dalla primavera araba, per questo e’ probabile che prevarra’ l’opzione militare anche nella mancanza di una sanzione delle Nazioni Unite. Adesso siamo testimoni della prima tappa del dislocamento dei contingenti della Nato, sotto l’egida degli Stati Uniti, di fronte alla Siria.

L’orientalista ed esperto di questioni militari, Oleg Kulakov, non vuole, per ora, drammatizzare la situazione:

Il rafforzamento del gruppo della Marina militare americana nel Mediterraneo rappresenta una minaccia. Col tempo vedremo. Comunque e’ evidente che gli Usa mostrano i muscoli, non l’hanno mai smesso di fare. Adesso  fa parte dell’intimidazione politica. Alla pressione militare potrebbero aggiungersi manovre diplomatiche. Pero’ non si tratta adesso di un intervento militare.

Nel contempo, la tensione sale anche sul fronte mediatico. Un giorno prima dell’arrivo di George Bush il telecanale “Al-Arabiya” ha pubblicato la notizia secondo il copione “Mamma, li russi!”, annunciando, con riferimento ad un anonima fonte vicina alle autorita’ siriane, che nelle acque del paese sarebbero entrate tre unita’ della Marina Militare della Russia.

La notizia e’ stata ritrasmessa dal quotidiano israliano in lingua inglese “Haaretz” e da alcuni media locali.

Comunque in un’intervista a La Voce della Russia, il ministero della difesa della Russia non ha confermato questa notizia.

Nel contempo, per spiegare la presenza di navi russe, gli esperti ricordano che nel porto di Tartus esiste una base navale russa, l’unica in Siria. Si tratta di una base di provvigionamento tecnico, con 50 militari della Flotta del Mar Nero, con un deposito di attrezzature e centro di assistenza tecnica. Hanno a disposizione tre moli.

Ad esempio, nella missione antipirateria a Tartus hanno gettato le ancore la portaerei “Admiral Kusnezov”  e il cacciatorpediniere “Neustrascimyj”.

Sarebbeo in programma alcuni lavori di modernizzazione per poter accogliere grandi unita’ dal 2012.

Fonte: Italian.ruvr.ru