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  • Una fonte militare ha negato ieri quanto riportato dai mezzi di informazione circa l’arrivo in Siria di navi militari russe per il trasporto di truppe in funzione antiterrorismo, sottolineando che tali notizie sono prive di qualsiasi fondamento.
  • La fonte ha precisato che tali informazioni rientrano nel quadro della campagna di menzogne portata avanti contro la Siria da parte di alcuni settori dell’opposizione e dei paesi che li sostengono, sia a livello regionale che internazionale, allo scopo di mascherare le richieste di intervento straniero negli affari siriani.
  • Da parte sua, anche il il Ministero della Difesa russo ha negato l’invio di navi da guerra in Siria. Le agenzie di stampa russe hanno riportato lo stupore espresso da fonti dell’ufficio stampa del Ministero per la diffusione della notizia della comparsa di navi da guerra russe vicino alla costa siriana.
  • La fonte ha dunque assicurato che nessuna nave da guerra della flotta russa si trova presso le coste siriane, sottolineando che la nave “Iman”, che fa parte della flotta russa, è ancorata nel porto siriano di Tartous da 10 giorni, dopo aver completato le operazioni di approvvigionamento di carburante e cibo delle navi della flotta russa del Mar Nero e del mare del Nord, che partecipano alle operazioni antipirateria nel Golfo di Aden. La fonte ha aggiunto che tutti i componenti dell’equipaggio sono civili e che a bordo si trova un’unità di scorta.
  • Le autorità competenti hanno fatto irruzione, all’alba di ieri, un uno dei covi dei gruppi terroristici armati, in un palazzo destinato ad abitazioni, nel quartiere di al Mezzeh, dopo aver evacuato le famiglie che vi abitano per proteggere le loro vite e la loro sicurezza. In seguito ad uno scontro a fuoco con i terroristi, durante il quale due di loro sono stati uccisi e un terzo è stato arrestato, le autorità hanno sequestrato fucili automatici e bombe di attacco e di difesa. Nella sparatoria è rimasto ucciso anche un agente delle forze dell’ordine.
  • Il colonello Mohammad Ammar Sardini, capo del dipartimento di sicurezza politica nella provincia di Al Raqqa, e il tenente colonello Musaab Abu Rikba, capo del dipartimento di polizia scientifica, hanno dichiarato che quanto sostenuto da alcuni canali terroristici sanguinari circa la loro diserzione è assolutamente falso, aggiungendo che essi continuano invece il loro lavoro, di cui vanno fieri, dal momento che il servizio della nazione e la sua difesa rappresentano per loro un grande onore.
  • I due terroristi Mohammad Walid Shukairi e Yamen Hussain al-Azizi hanno confessato la loro partecipazione in diversi crimini, fra cui l’uccisione di un civile nel quartiere di Sayda Zeinab, alla periferia di Damasco, che hanno filmato e inviato ai due canali terroristici “Al Jazeera” e “Al Arabiya” allo scopo di accusare del crimine le forze di sicurezza.
  • Nelle sue ammissioni Shukairi ha anche detto di aver aperto il fuoco contro i manifestanti e le forze di sicurezza e di aver dato fuoco a diverse auto in cambio di soldi, rivelando anche che l’esecutore dell’attentato suicida nel quartiere di Kafar Souseh era Raed Mohammad, appartenente al gruppo di Abu-Bilal, del sobborgo di al-Hajar al-Aswad.

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Ministero dell’Informazione Siriano

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