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Si sono svolti martedì 10 aprile, tra Beirut e Nabatiye, nel sud del Libano, i funerali di Ali Shaaban, cameraman dell’emittente libanese New TV (Al Jadid TV) ucciso il 9 aprile 2012 a Wadi Khaled, nella remota regione dell’Akkar a ridosso del confine con la Siria, da fuoco proveniente dal territorio siriano.

Gli altri membri della troupe di New TV che erano con Shaaban hanno raccontato di esser stati travolti da una pioggia di proiettili, che ha raggiunto la loro auto, poco dopo essersi identificati con una pattuglia degli hajjana, le guardie di frontiera siriane (si vedano i resoconti di as Safir e an Nahar).

Il racconto dei testimoni diretti conferma che non era in atto nessuno scontro a fuoco nell’area dove si trovavano a passare con l’auto, sulla quale tra l’altro era scritto “Media”.

L’agenzia ufficiale siriana Sana ha subito smentito ogni coinvolgimento delle truppe governative di Damasco, affermando che Shaaban è stato vittima del fuoco giunto sì dal territorio siriano, ma da gruppi armati, penetrati dal Libano.

Nonostante il Libano abbia avviato un’inchiesta e abbia rivolto l’invito di condurre un’analoga inchiesta alle autorità siriane, sarà impossibile accertare chi ha sparato la pallottola che ha ucciso Ali Shaaban, 32 anni.

Se fossi Robert Fisk vi direi che io ero lì, a due metri, e ho visto Shaaban morire. Vi direi – visto che l’ho letto oggi sui giornali che citavano il medico legale – che la pallottola letale è entrata nella parte alta del petto, da sinistra, ed è uscita a destra. In dieci minuti Shaaban è morto. Sotto gli occhi del collega, Hussein Khreis.

I funerali si sono tenuti oggi nella località natale di Shaaban nella regione di Nabatiye, una delle roccaforti di Hezbollah. Ma il corteo funebre – secondo la tv al Manar di Hezbollah – è partito dall’ospedale pubblico di Beirut e ha poi proseguito verso la sede di New TV nel quartiere di Cola, per continuare verso l’abitazione di Shaaban, nella periferia sud di Beirut, altra roccaforte del movimento sciita.

Shaaban, come Khreis e come molti giornalisti e impiegati di New TV, è sciita. Shaaban aveva raccontato, tramite la sua videocamera, i crimini israeliani durante la guerra del 2006, aveva filmato la guerra di Nahr al Bared nel 2007 nel nord del Libano e aveva lavorato sempre per New TV durante gli scontri sunno-sciiti di Beirut e di altre zone del Paese nel maggio 2008.

Le autorità siriane hanno espresso il loro cordoglio per la morte del cameraman libanese (mi viene in mente a tal proposito la scena del film I Cento Passi dei funerali del padre di Peppino Impastato. Ricordate chi va a fare le condoglianze a Peppino?).

E infine una domanda: se Khreis, che era assieme a Shaaban, afferma con certezza che loro si erano identificati con la pattuglia siriana e che non v’era in atto uno scontro a fuoco, chi può aver sparato allora? Proprio quando nel sud della Turchia, venivano medicati due profughi siriani e un interprete turco colpiti dal fuoco proveniente dal territorio siriano?

Sicuramente, come dice la Sana, è tutta colpa dei terroristi.

Allah Suriya Bashar w bass!

Redazionale a cura di “SiriaLibano” – 10/4/2012

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