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Filippo Fortunato Pilato e l’ambasciatore siriano Hasan Khaddour (alle spalle Oudai Ramadan e Paolo Sensini) all’aeroporto di Fiumicino (Roma)

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Viviamo in un mondo che gira al contrario, dove viene privilegiata la perversione e l’inversione dei ruoli: gli uomini si atteggiano a femmine, le femmine si dimenticano della propria missione naturale; la vita viene calpestata e disprezzata, la morte esaltata come un diritto; gli onesti, i galantuomini e coloro che perseguono verità, giustizia e libertà, sono perseguitati, mentre i malvagi ed i corrotti, gli assassini seriali di massa ed i grandi ladri globali vengono protetti e dotati di poteri dittatoriali universali su tutto il globo terracqueo e su tutte le creature, razze e popoli, eccezion fatta per quello “eletto”, che troviamo invece in cabina di regia insieme a tutti i suoi portaborse e utili idioti.

Ed è in questo contesto di cose che dobbiamo decifrare la dichiarazione di “persona non gradita” presentata dalla Farnesina nei confronti dell’ambasciatore della Repubblica Araba di Siria in Roma, il dott. Hasan Khaddour.

Conosco personalmente e bene il dott. H. Khaddour, con cui mi sono intrattenuto più volte in colloqui privati, lunghi e approfonditi, dove si sono affrontati diversi argomenti, da lui sempre trattati con moderazione e saggezza, non tanto perchè egli fosse un diplomatico (le nostre discussioni private esulavano dall’etichetta), ma perchè è insito nella sua intelligenza il metodo di affrontare problemi e questioni cercando sempre spiegazioni e soluzioni ragionevoli ed equilibrate.

Mai venendo meno al suo dovere ed alto senso dell’onore, come siriano e come uomo sincero, che ama la propria Patria, la propria Storia, le proprie Origini, il proprio Popolo.

Mai, neppure per una frazione di secondo, ho scorto nelle sue parole e toni anche il più piccolo cedimento, o ripensamento, quanto alla sua posizione e ruolo di rappresentante del governo in carica a Damasco. Sempre consapevole delle sue responsabilità e lucidamente conscio del grande gioco geopolitico che si agita sulla sua testa, del quale sarebbe potuto diventare bersaglio se fosse rimasto fermo al suo posto e sulle sue posizioni, o invece incensato e privilegiato se avesse ceduto alle lusinghe e velate minacce dei maccaronici “amici della Siria”.

Lui è un uomo d’onore, di quelli che oggi se ne vedono pochi in giro, di una razza in via d’estinzione. E della sua amicizia, quale uomo d’onore pur’io, di quella medesima razza in via d’estinzione, per la quale una stretta di mano tra galantuomini vale più di qualsiasi contratto scritto, sono stato confermato ieri.

Avevo fatto tardi ieri mattina, e verso l’ora di pranzo stavo ancora lavorando, come sempre, per coordinare notizie, video, foto, corrispondenti ed amici collaboratori dei nostri vari networks attivi ed operativi, quando squilla il telefono e l’amica Mishlin, dell’ambasciata siriana in Roma, comunica a mia moglie che è in linea l’ambasciatore. Avevo molta voglia di risentirlo, già da molti giorni, ma temevo di disturbarlo, in momenti così difficili e delicati.

L’emozione e la contentezza furono quindi forti nel risentire la sua voce, che in perfetto inglese mi salutava calorosamente. “My dear friend ambassador” fù la mia risposta.

L’ultima volta ci eravamo visti in aeroporto, a Fiumicino, dove lui era venuto a salutarci, come Delegazione italo-siriana, prima della nostra partenza per Damasco, il mese scorso.

Il motivo della sua telefonata? Per salutare un amico e per ringraziarlo dell’impegno e lavoro svolto in favore della Verità attraverso i nostri networks online, molto seguiti in tutto il mondo ed in tutte le lingue, con decine di migliaia di visite quotidiane.

Tutto il lavoro, tutta la fatica, tutti i sacrifici, per mantenere alta la bandiera della Verità, della Giustizia, della Libertà, sotto attacco da parte di una setta planetaria senza scrupoli e senza dignità, svaniscono e sono compensati non dalle migliaia di visite giornaliere sugli spazi web che coordini, ma quando anche un solo amico ti dice “grazie”, riconosce il tuo impegno, ti scalda il cuore con parole di vicinanza e solidarietà, dimostrando di condividere con te il coraggio e l’onestà intellettuale,  a qualunque costo.

Specie l’onestà intellettuale e l’onore, la fierezza di saper restare in piedi, sulle macerie di un mondo che sprofonda sempre più nel suo abisso di iniquità e corruzione degli animi, sono doti preziose e rare da riscontrare negli uomini d’oggi, e l’amicizia con tali uomini è un tesoro da custodire in un luogo sacro, in fondo al nostro cuore.

Potranno depravare tutto e tutti intorno a noi, potranno colpirci e ferirci in ciò che ci è più caro, potranno tentare di toglierci anche la vita, ma nessuno potrà mai arrivare a sfiorare e violare quel luogo sacro, nulla potrà sporcare le sue pareti, dove solo i veri Uomini possono avere accesso. I quaquaraquà, gli infami, gli omuncoli, i portaborse di giuda, sono condannati a restarne fuori, nel buio, dov’è la vergogna, il dolore e lo stridor di denti,  non riuscendo a concepire neppure l’esistenza di questa roccaforte inespugnabile.

Buona fortuna amico mio ambasciatore. Mi auguro che il tuo coraggio, la tua rettitudine, la tua onestà, il tuo senso dell’onore e dell’amor di Patria, possano essere esempio per tutti, siriani e non, e che nonostante gli sforzi compiuti dai nemici della Siria (e del mondo intero…) per sottometterla ad una dittatura globale, la Siria ed i siriani alla fine riescano vittoriosi contro questa bestia, contro questo mostro dalle mille teste, ma senza un cuore.

Io nel mio piccolo, per quello che posso e mi compete, sarò al vostro fianco. Sempre.

Un ideale, sincero, caloroso, abbraccio.

Filippo Fortunato Pilato
31 maggio 2012
Coordinatore di Syrian Free Press Network

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URL a questa pagina:
https://syrianfreepress.wordpress.com/2012/05/31/hasan-khaddour-ambasciatore-e-uomo-donore-esempio-di-coraggio-e-onesta/

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