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Syrian Passenger Plane, Forced to Land by Turkish Piracy in Ankara Airport, Arrives in Damascus: passengers and staff terrified

The Syrian Airbus 320 passenger plane coming from Moscow, which was forced by the Turkish authorities to land in Ankara Airport on Wednesday, arrived in Damascus at 05:10 am Thursday dawn.

Director of the Syrian Arab Airlines, Ghaida Abdullatif, stressed in a statement to SANA that the Turkish authorities assaulted the crew before allowing the plane to take off from Ankara Airport because the crew members refused to sign a document saying that the plane made an emergency landing.

“Turkish F-16 warplanes forced the Syrian plane to land to be searched, doing so in violation of the international procedures in terms of not formerly notifying neither its pilot nor the Turkish civil airline, which almost caused an air accident due to warplanes coming close at an uncalculated distance,” said Abdullatif.

She stressed that the Syrian plane was not carrying any illegal materials and that the cargo was in compliance with the international laws and systems having a legal bill of landing.

Abdullatif assured that all the passengers are in a good health condition, however suffering a very bad psychological state.

The Director of the Syrian Arab Airlines considered what happened as “an inhumane act” that indicates a flaw in dealing with the rules and laws stated in the Chicago Convention on International Civil Aviation.

“Added to that,” Abdullatif said, “the long hours during which the passengers were locked without being provided any services or even informed of what was going on, which left them in a state of panic and a very bad psychological condition.”

She noted that the Syrian Arab Airlines will file a protest to the International Union of Aviation and the Arab Aviation Union as well as all the international and humanitarian organizations against the inhumane treatment the plane’s crew and passengers were subjected to.

She called for separating the political side from the civil aviation in all countries of the world as the civil aviation is a way of communication among peoples.

Russia Asks Turkey for Explanation 

The Russian Foreign Ministry expressed its concern over the risks which the passengers of the Syrian plane, including 17 Russians, were subjected to being locked for 8 hours on board.

A statement by the Ministry on Thursday stressed that the Turkish side did not inform the Russian Embassy in Ankara of the presence of Russian citizens on board the plane, adding that “we only knew about that through electronic media.”

The statement said Russian consulate staff and a doctor were denied permission to see the Russian passengers without giving explanations despite the Russian Embassy’s asking for permission from the Turkish authorities.

“This came in violation of the bilateral consular agreements,” the Russian Foreign Ministry said in its statement, stressing that the Russian passengers were not allowed over 8 hours to come down to the Airport building and were not provided any food, as they were only given permission to go down to the Airport land for a short while.

The statement stressed that the Russian side insists on getting an explanation of such acts by the Turkish authorities towards the Russian citizens and on taking measures that prevent the repetition of such incidents in the future.

A source at the Ministry also said the Russian Embassy in Ankara immediately called the Turkish Foreign Ministry and asked for an explanation about what the Syrian plane was subjected to in the course of its flight from Moscow to Damascus, calling upon the Turkish authorities to assume their responsibilities for the safety of the Russian passengers who were on board.

In the same context, a high-ranking source at a Russian weapons export institution dismissed the existence of any type of weapons or military technology devices and systems on board the Syrian plane.

The source highlighted that “Russia has not halted its cooperation in the field of military technologies with Syria and will provide Syria with any type of military technologies in case of need according to the rules followed and not secretly, particularly via a passenger plane.”

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ITALIANO

  • L’AEREO PASSEGGERI SIRIANO, COSTRETTO DALLA PIRATERIA AEREA TURCA AD ANKARA, È RIENTRATO A DAMASCO

  • PERSONALE E PASSEGGERI MALTRATTATI E TERRORIZZATI

Un aereo passeggeri siriano, un Airbus 320, proveniente da Mosca, che mercoledì era stato costretto ad atterrare dalle autorità turche nell’aeroporto di Ankara, è giunto a Damasco alle 05:10 di giovedì.

Ghaida Abdullatif, direttore dell’Agenzia aerea araba siriana, la SyrianAir, ha sottolineato, in una dichiarazione all’agenzia di stampa SANA, che le autorità turche hanno aggredito l’equipaggio prima di consentire all’aereo di decollare dall’aeroporto di Ankara, perché i membri dell’equipaggio si rifiutavano di firmare un documento nel quale si affermava che l’aereo aveva effettuato un atterraggio di emergenza.

“Aerei militari Turchi, caccia F-16, hanno costretto l’aereo siriano ad atterrare per essere perquisito, e così facendo sono state violate le procedure internazionali, in quanto non c’è stato nessun preavviso, né al pilota, né alle compagnie aeree civili turche, mentre quasi si stava per causare un incidente aereo causato degli aerei da guerra che si sono avvicinaticon tempistica e distanza non calcolabile”, ha detto Abdullatif.

Egli ha sottolineato che l’aereo siriano non aveva con sé alcun materiale illegale e che il carico era in conformità con le leggi ed i sistemi internazionali, avendo regolare certificato di sbarco.

Abdullatif ha assicurato che tutti i passeggeri si trovano in buone condizioni di salute, ma soffrono di un pessimo stato psicologico.

Il direttore della “Syrian Arab Airlines” ha considerato ciò che è accaduto come “un atto disumano”, che indica una falla nella gestione delle regole e delle leggi indicate nella convenzione di Chicago sull’aviazione civile internazionale.
“Aggiunto”, ha detto Abdullatif, “le lunghe ore durante le quali i passeggeri sono stati bloccati senza essere stati assistiti con alcun servizio, nè informati di quello che stava succedendo, che li ha mantenuti in uno stato di panico ed in una condizione psicologica molto grave”.

Egli ha sottolineato che la compagnia aerea araba siriana presenterà una protesta presso l’Unione internazionale del trasporto aereo e presso l’Unione araba dell’Aviazione, come a tutte le organizzazioni internazionali e umanitarie, a causa del trattamento disumano cui l’equipaggio dell’aereo ed i passeggeri sono stati sottoposti.

Abdullatif ha fatto appello affinchè si separino gli aspetti politici dai rapporti con l’aviazione civile, in tutti i paesi del mondo, essendo che l’aviazione civile è un metodo di comunicazione tra i popoli.

MOSCA ESIGE SPIEGAZIONI

Mosca, per bocca del portavoce del ministero degli esteri, chiede spiegazioni ad Ankara su quanto accaduto con l’aereo siriano, con 17 cittadini russi a bordo, il quale sulla rotta Mosca–Damasco e’ stato costretto

ad atterrare dai caccia dell’Aeronautica turca.
Mosca chiede, inoltre, di prendere le misure necessarie affinche’ incidenti del genere non si ripetano piu’, in quanto mettono a repentaglio la vita e la sicurezza dei nostri connazionali.Inoltre, ha sottolineato Aleksandr Lukascevic, i nostri diplomatici hanno saputo dell’accaduto soltanto dai media. L’ambasciata russa ad Ankara non e’ stata informata.
Insieme ad un medico, i diplomatici si sono recati all’aeroporto, racconta l’addetto stampa Igor Mitjakov:

Fino alla partenza (l’aereo e’ decollato dall’aeroporto Esenboga alle 2 e 30) non abbiamo avuto la possibilita’ di incontrare i nostri connazionali. Tutti i contatti si sono svolti esclusivamente per telefono.

Per tutte le otto ore ai cittadini russi non e’ stato permesso loro di andare all’aeroporto, hanno potuto soltanto scendere per fare due passi sulla pista d’atterraggio. Non sono stati forniti viveri e bevande.
Alle richieste di incontrare i cittadini russi, ai diplomatici e’ stato risposto che l’aereo starebbe per partire, per cui nessuno poteva avvicinarsi. (SANA)

Aggiunge Igor Mitjakov:

Abbiamo agito nell’ambito delle convenzioni e degli accordi consolari. Obbligo prioritario dell’ambasciata è difendere i diritti dei cittadini russi all’estero.

Il ministro degli esteri Davutoglu ha spiegato questo atterraggio con la necessita’ di controllare il carico a bordo, in quanto sarebbero state ricevute informazioni che non tutto sarebbe in regola.
Durante la perquisizione, secondo i media turchi, sarebbero state sequestrate apparecchiature radio e di telecomuncazione, oltre ad apposite stazioni di disturbo. E’ stato affermato che sarebbero stati trovati anche pezzi di armamenti.

Tutte questa informazioni pero’ non hanno avuto nessuna conferma. Secondo il diplomatico Elena Kara-Sal, dell’ambasciata russa ad Ankara, il carico non proviene dalla Russia. Secondo il ministro dei trasporti siriano, Mahmud Said, quanto commesso dalla Turchia e’ atto di pirateria che va contro gli accordi dell’aviazione civile.

Il suo collega turco, pero’, assicura che l’atterraggio sarebbe stato legittimo, in quanto effettuato secondo le norme nazionali ed internazionali.
Il capo della diplomazia turca ha espresso l’auspicio che questo incidente non influisca sui rapporti fra i due paesi. (Italian Irib)

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Font 1: H. Said – SANA – 11/10/2012

Font 2: Italian Irib – 11/10/2012

SyrianFreePress.net Network reloaded & translated at

https://syrianfreepress.wordpress.com/2012/10/11/9067/

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