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Nella campagna di propaganda che è in corso riguardo alla Siria (come fu per la Libia), i civili assassinati dai terroristi stranieri, sostenuti dalla NATO, vengono tutti bollati come “shabbiha”.

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Un grave crimine di guerra è stato in un primo momento riferito dal “Washington Post”, che poi però l’ha intenzionalmente minimizzato. Nell’articolo del “Post” Ribelli siriani giustiziano soldati governativi disarmati; decine di uccisi in combattimento, per prima cosa viene segnalato: “Ribelli siriani hanno giustiziato giovedì almeno una mezza dozzina di soldati governativi disarmati, dopo attacchi contro posti di blocco vicino alla città di Saraqeb, nel nord-ovest della Siria”.

Terroristi appoggiati dalla NATO commettono massacri (parte 1)

Prosegue poi: “L’esecuzione dei soldati, documentata in un video impressionante messo on line giovedì 1 novembre: non è la prima volta che combattenti ribelli sembrano aver commesso dei crimini di guerra. Rappresentanti delle Nazioni Unite e delle organizzazioni dei diritti umani hanno ripetutamente criticato l’opposizione siriana negli ultimi mesi per aver compiuto esecuzioni sommarie ed aver abusato dei detenuti”.

Il video mostra con chiarezza uomini disarmati, nessuno dei quali indossa divise o equipaggiamento tipico di “soldati governativi”.

Terroristi appoggiati dalla NATO commettono massacri (parte 2)

Quindi il “Washington Post” passa a segnalare un altro video: “Un secondo video impressionante pubblicato on line giovedì 1 novembre, e che sembra essere stato girato poco dopo l’esecuzione, mostra almeno altri tre corpi sparsi in giro per il posto di blocco. L’uomo che effettua le riprese si avvicina a due dei corpi e dice: ‘Gli Shabbiha di al-Asad, cani!’”.

“Shabbiha”, naturalmente, si riferisce a presunte milizie civili organizzate a livello locale per resistere ai tentativi dei terroristi d’introdursi nei quartieri abitati. Il termine “shabbiha” è stato usato dai media occidentali quale termine generico per far passare qualsiasi massacro perpetrato contro i civili da parte di terroristi sostenuti dagli Stati Uniti che operano in Siria. Che gli stessi assassini, riprendendo il loro stesso crimine, facciano riferimento alle vittime come “shabbiha”, indica che civili, e non membri delle forze governative siriane, sono stati uccisi, contrariamente a quanto riportato dal “Washington Post”.

Del termine “shabbiha” si fa perciò un uso analogo, nei media occidentali, a quello del termine “mercenari africani” durante la destabilizzazione della Libia da parte della NATO e le operazioni volte al cambiamento di regime nel 2011. Questi “mercenari africani” sono stati linciati, decapitati, colpiti, bruciati e fatti a pezzi, proprio come i terroristi stanno facendo per i sospetti “shabbiha” in tutta la Siria.

Si sarebbe poi rivelato che questi africani neri non erano “mercenari”, bensì cittadini che vivevano in Libia da generazioni e che lottavano disperatamente per la propria vita contro gli estremisti settari ed intolleranti verso la loro carnagione e le loro convinzioni. Aggressioni a sfondo razziale in Libia da parte di terroristi sostenuti dalla NATO sarebbero poi culminate nello sterminio di Tawarga, in cui si stima che dai 10 ai 35.000 abitanti siano stati sterminati, imprigionati o esiliati in campi profughi, prima, ed oltre i confini della Libia, in seguito [1].

Tawergha: Libya’s Ghost Town

In Siria, gli “shabbiha” sono in realtà siriani che, a causa della loro appartenenza etnica o credo sia politico che religioso, non vogliono capitolare davanti a bande di estremisti stranieri settari ed armati. Il “Washington Post” ed altri media occidentali espressione di potentati economico-finanziari mascherano intenzionalmente crimini contro l’umanità attraverso un’informazione palesemente disonesta che gioca con le parole.

Va ricordato infine che questi terroristi che hanno filmato se stessi dopo aver commesso un massacro di uomini disarmati, senza uniforme, indicati come “shabbiha”, cioè non militari, sono al centro di un rinnovato sforzo di Stati Uniti, NATO, Arabia Saudita e Qatar teso a ricalibrare il sostegno occidentale ad un rovesciamento violento del governo siriano.

Fonte: “Land Destroyer Report”, 1 novembre 2012

Traduzione di Europeanphoenix.it

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https://syrianfreepress.wordpress.com/2012/11/12/10535/


[1] La comunità nera della Libia, che ha risieduto nel Paese per generazioni, ha visto i suoi abitanti esiliati, imprigionati o sterminati. Un “ribelle” sostenuto dalla NATO ha dichiarato al “Telegraph” nel 2011: “Ognuno di loro se n’è andato e non gli permetteremo mai a tornare”. Proprio come i media occidentali hanno inizialmente raccontato queste atrocità, etichettando come “mercenari africani” tutte le vittime di pelle nera dei terroristi della NATO, così un’analoga una campagna di propaganda è in corso al riguardo della Siria, dove le vittime civili dei terroristi stranieri sostenuti dalla NATO vengono tutte bollate come “shabbiha”.