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(ITALIANO)

PRESIDENTE BASHAR AL-ASSAD – (6 Gennaio 2013):

“Dal grembo del dolore, dovrebbe essere generata la speranza, e sulla base della sofferenza ascenderanno importanti soluzioni”

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ENGLISH – Full Speech of Dr. Bashar al-Assad President of the Syrian Arab Repubblic, Damascus, January 6, 2013

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ENGLISH – TG

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FRANÇAISE – TG

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ARABIC – TG

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ARABIC  (full)

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ESPAÑOL – TG

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Il presidente Bashar al-Assad ha detto che ‘se il dolore pervade come una nuvola scura sopra il paese, solo lo stato emotivo, con la sua sublimità, non è sufficiente a compensare la perdita di persone care, o il ripristino della sicurezza e della pace nel paese, o di fornire pane, acqua, carburante e medicinali a livello nazionale’.

Nel suo discorso di questa domenica, 6 gennaio 2013,  sugli ultimi sviluppi, il presidente al-Assad ha aggiunto che “fuori dal grembo del dolore, dovrebbe essere generata la speranza, e sulla base della sofferenza ascenderanno importanti soluzioni, come una nuvola nera nel cielo nasconde la luce del sole, ma portando anche nei suoi strati di pioggia la purezza e la speranza di fornire del benessere”.

Il presidente al-Assad ha dichiarato: “Questi sentimenti di agonia, tristezza, sfida e d’intenzioni sono un’enorme energia, ma che non porterà la Siria fuori dalla crisi se tale energia non verrà trasforma in un movimento nazionale globale, che salvi la Patria dalla campagna senza precedenti covata contro di essa”.

“Questa iniziativa nazionale è il solo balsamo per le profonde ferite che hanno colpito la nostra società e che erano sul punto dividerla, in quanto è l’unico modo che sia in grado di mantenere e rendere la Siria geograficamente e politicamente più forte”, ha aggiunto il presidente.

“All’inizio pretendevano che fosse una ipotetica rivoluzione, ma il popolo siriano si ribellò contro di essi; poi hanno cercato di imporsi con denaro, mezzi di comunicazione e armi, di nascosto, e quando non ci sono riusciti sono passati alla seconda fase, facendo cadere le maschere della “pacifica rivoluzione” e svelando la copertura armata che stavano segretamente usando, per apertamente iniziare con i loro tentativi di occupare alcune città ed avventarsi su altre”, ha detto il presidente al-Assad, aggiungendo che “i loro comportamenti brutali non hanno scoraggiato il nostro popolo, che tramite la sua consapevolezza e fermezza ha svelato le loro menzogne ​​ e le ha rigettate. Perciò hanno deciso di vendicarsi sul popolo attraverso la diffusione del terrorismo in ogni luogo”.

Il Presidente ha sottolineato che “i Takfiri lavoravano nelle retrovie, attraverso operazioni di attentati dinamitardi e uccisioni di massa, lasciando le bande armate in prima linea; ma l’unità del popolo e dell’esercito siriano li ha obbligati a muoversi per combattere in prima linea, dove hanno diretto la barra del loro timone verso azioni sanguinarie, uccisioni e mutilazioni”.

“Ogni cittadino è responsabile e capace di fare la sua parte, per quanto lui/lei la possa considerare piccola o limitata, perché la Patria è per tutti, e tutti noi la difendiamo ognuno con la propria capacità e possibilità, perché il proprio pensiero è un sistema di difesa, la propria  posizione è un sistema di difesa, costruire è un sistema di difesa, e proteggere le proprietà delle persone è un sistema di difesa”, ha aggiunto il presidente al-Assad.

“Dal momento che l’attacco è stato lanciato contro la Patria, con tutta la sua componente umana e materiale, al cittadino consapevole è certamente noto che la passività, in attesa che il tempo o altri risolvano il problema, vale come spingere il paese verso il baratro,  e non partecipando alla ricerca di soluzioni è come fare arretrare la Patria, senza alcun progresso per superare ciò che la casa comune sta attraversando”.

“Hanno ucciso civili e innocenti per uccidere la luce e la luminosità nel nostro paese; hanno assassinato professionisti e intellettuali per diffondere la loro ignoranza nelle nostre menti; hanno sabotato le infrastrutture costruite con i soldi della gente, affinchè la sofferenza pervadesse nella nostra vita; hanno impedito ai bambini la frequentazione delle scuole ed hanno devastato il futuro del Paese per esprimere la loro natura selvaggia; hanno interrotto  e sabotato le linee elettriche, le vie di comunicazione e le condutture per la fornitura di combustibile, lasciando gli anziani ed i bambini a soffrire il freddo, senza medicine, per sottolineare la loro ferocia. Ma le loro ruberie sono manifeste, per via del sabotaggio alle scorte di frumento, per via del furto di grano e farina, per far diventare il pane  come un sogno per i cittadini e per far morire di fame la gente … È un conflitto per il potere, o si tratta di un conflitto tra la Patria ed i suoi nemici?  È una lotta per l’autorità, o una vendetta contro il popolo siriano che non ha dato a quei terroristi assassini il permesso di smembrare la Siria e la sua società?”

“Perché il pensiero dei takfiri è estraneo al nostro paese, hanno dovuto importarlo dall’estero, sia i terroristi che il pensiero … Così, takfiri, terroristi, che si fanno chiamare membri jihadisti di al-Qaeda, sono stati trasportati da tutto il mondo per comandare le operazioni di combattimento a terra … Gli uomini armati, dopo aver fallito, si sono ritirati nelle retrovie come aiutanti in atti di sequestro di persona, saccheggi e sabotaggi … Servi, e nella migliore delle ipotesi, guide per spiare i loro concittadini per servire i criminali takfiri  che parlano solo il linguaggio della macellazione e dello scempio”.

“La crisi ha altre dimensioni, non solo quelle interne, ed è chiaro a tutti coloro che vogliano vederlo. Localmente, ci sono fazioni che cercano di scomporre la Siria, altre di indebolirla, mentre altri riforniscono i criminali con fondi e armi, ed altri ancora con il supporto e la formazione militare…E non ci sorprende ciò che alcuni paesi vicini hanno fatto per indebolire e controllare il popolo siriano, o dei paesi che hanno cercato un punto d’appoggio in una storia che non hanno, cercando di scriverla invece con il sangue dei siriani innocenti; ma la Siria e il popolo siriano sono forti, e giurano che non si dimenticheranno”.

“La Siria è sempre stata, e resterà, una nazione libera e sovrana, che non accetterà servilità e tutele, che è sempre stata un fastidio per l’Occidente, così hanno cercato di approfittare di vicende interne per guidare la Siria fuori dagli equilibri politici nella regione, per sbarazzarsi di questo problema fastidioso e colpire la cultura della Resistenza, per trasformarci in esseri inferiori … Ma l’Occidente non è l’intera comunità internazionale, in quanto vi sono paesi nel mondo, come la Russia e la Cina, e molti altri ancora…che non sono daccordo sull’intromissione negli affari interni di altri paesi per destabilizzare la regione”.

“Alla luce di ciò, non ci possono essere soluzioni negoziate a meno che non prendiamo in considerazione questi fattori: interno, regionale e internazionale … Qualsiasi procedura che non modifichi questi fattori non è una soluzione reale e non ha alcun impatto … Cominciamo a formare il fronte interno: se alcuni tendevano a vedere il disaccordo iniziale come tra lealisti e opposizione, tale disaccordo in un mondo civile dovrebbe essere indirizzato a costruire la Patria, non a distruggerla … per svilupparsi, piuttosto che tornare decenni indietro … Quando parte del popolo diventa legata ad attori esterni, il conflitto è tra la Patria e potenze straniere, tra l’indipendenza del paese e l’egemonia su di esso, tra il rimanere liberi o occupati, e quindi il problema diventa Difendere la Patria, e tutti si unificano contro questa aggressione esterna che viene aiutata da alcuni strumenti interni”.

“Non è una questione di fedelissimi contro l’opposizione, né un rapporto di confronto tra le forze armate siriane e le bande criminali … Siamo in uno stato di guerra, nel senso pieno della parola … Stiamo respingendo una feroce aggressione esterna rivestita con un nuovo travestimento, che è più letale e pericoloso di una guerra tradizionale, perché non utilizza i propri strumenti per colpirci, ma attua strategie per colpire la Siria tramite un pugno di siriani e un sacco di stranieri”.

“Con tale guerra ci si confronta attraverso la difesa della Patria in parallelo con le Riforme che sono necessarie per tutti noi: cosa che non potrà cambiare la realtà della guerra, ma ci fortifica e rafforza nella nostra unità di fronte alla guerra … Le Riforme senza la Sicurezza sono come la Sicurezza senza Riforme. Nessuna avrà successo senza l’altra … Quelli che continuano ripetendo come pappagalli che la Siria ha optato per una soluzione di sicurezza non vedono o non sentono … Abbiamo più volte detto che le riforme e la politica vanno in una mano e l’eliminazione del terrorismo nell’altra”.

“Noi non abbiamo mai respinto la soluzione politica, che abbiamo adottato fin dal primo giorno, basata sul dialogo come suo pilastro principale, prestando le nostre mani a coloro che hanno un progetto politico nazionale che muova la Siria in avanti: ma con chi si dialoga? .. con coloro che stanno veicolando un pensiero estremista, e che non credono ad altro che nel sangue, nell’omicidio e nel terrorismo?”, ha chiesto il presidente.

Il Presidente al-Assad si è inoltre chiesto se si debba dialogare con le bande che ricevono ordini dall’estero e perseguire uno straniero il quale ordina loro di rifiutare il dialogo, perché ritiene che il dialogo possa sventare i suoi piani volti a indebolire e minare la Siria.

Il Presidente ha affermato che i leader di alcuni paesi della regione sanno che la Siria per uscire dalla crisi metterà a repentaglio il loro futuro politico dopo essere stati coinvolti ed aver affogato il popolo di menzogne​​, sprecando le potenzialità dei loro paesi nelle sostenere il terrorismo e macchiandosi col sangue e l’uccisione di innocenti.

“È l’Occidente, non noi, ad aver chiuso la porta del dialogo, usato per dare ordini, mentre noi siamo abituati all’indipendenza, alla sovranità e alla libertà di decisione”,  il presidente al-Assad ha detto.

Il presidente ha aggiunto: “Chi parla solo di soluzione politica ma volta la faccia di fronte a questi fattori, o ignora i fatti, o è un codardo che immola il suo paese ed i suoi concittadini ai  criminali e a coloro che li sostengono: cosa che noi non consentiremo”.

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La soluzione politica in Siria avverrà come segue:

La prima fase,

  1. in primo luogo, l’adesione di tutti i paesi interessati, regionali e internazionali, ad interrompere i finanziamenti e a dar asilo agli uomini armati, in parallelo con la cessazione delle operazioni terroristiche da parte di tali uomini armati, in modo da facilitare il ritorno dei siriani sfollati nelle loro aree di residenza originali in modo sicuro. Dopo di che, subito, fermare le operazioni militari da parte delle Forze Armate Siriane, le quali hanno il diritto di risposta se la sicurezza della Patria o dei cittadini è minacciata, o nel caso in cui le proprietà pubbliche o private siano state attaccate.
  2. In secondo luogo, trovare un meccanismo per garantire l’adesione di tutte le parti alla precedente voce  ed al contenimento dei confini.
  3. In terzo luogo, il governo in carica avvia contatti intensi con tutte le rappresentanze e categorie della società siriana, con tutte le sue parti e gli organismi, per intavolare dialoghi aperti finalizzati allo svolgimento di una conferenza nazionale di dialogo in modo che tutte le parti, dall’interno e dall’esterno della Siria, che desiderano pervenire ad una soluzione in Siria, possano partecipare.

La seconda fase:

  1. In primo luogo, l’attuale governo richiede una conferenza globale di dialogo nazionale, per il raggiungimento di una Carta Nazionale che aderisca alla sovranità siriana, alla sua unità ed integrità territoriale. Essa deve respingere anche ogni interferenza straniera e rinunciare a tutti i tipi di terrorismo e di violenza, in quanto tale carta desidera richiamare l’attenzione sul futuro politico della Siria e proporre i sistemi costituzionali e giudiziari che descrivano le caratteristiche politiche ed economiche, oltre che un accordo sulle nuove leggi per i partiti, per le elezioni, l’amministrazione locale e altre cose affini.
  2. In secondo luogo, la Carta Nazionale deve essere presentata per un Referendum Popolare.
  3. In terzo luogo, viene stabilito un governo allargato, dove le componenti siriane vengano tutte rappresentate, in quanto hanno il compito di attuare gli articoli della Carta Nazionale.
  4. In quarto luogo, la Costituzione è presentata per il referendum, e dopo la sua ratifica il governo allargato adotta le leggi che sono state concordate nella conferenza di dialogo, in base alla nuova Costituzione e alla legge elettorale, per poi eseguire nuove elezioni parlamentari.

La terza fase:

  1. in primo luogo, un nuovo governo viene formato in base alla Costituzione.
  2. In secondo luogo, si costituisce una conferenza per la riconciliazione nazionale e un’amnistia per gli arrestati a causa degli eventi, preservando i diritti civili dei legittimi proprietari.
  3. In terzo luogo, lavorando sulla riabilitazione delle infrastrutture, per la ricostruzione, oltre a compensare i cittadini che abbiano subito come vittime.

“La Patria è prima di ogni cosa … Siamo in grado di rafforzare la Siria attraverso iniziative politiche e difendere ogni singolo granello di terra … i siriani palpitano di perdono e tolleranza, ma con orgoglio e patriottismo che scorrono nelle loro vene … la maggior parte delle persone si sono ribellate contro il terrorismo. Alcuni hanno aiutato fornendo alle autorità competenti quelle informazioni utili che hanno permesso d’annullare molti attacchi terroristici contro i cittadini … Altri si sono sollevati contro terroristi, privandoli di ogni base di supporto, sia per mezzo della difesa dei loro territori, o persino scendendo in piazza a protestare contro gli uomini armati, e molti sono stati anche martirizzati per averlo fatto,  altri hanno difeso le città, distretti e infrastrutture, mano nella mano con le Forze Armate Siriane”.

“I cittadini hanno dimostrato profonda consapevolezza. L’ambita a sicurezza non si realizza attraverso una recinzione, seduti, guardando, in fuga, o strisciando verso l’esterno … Se non stiamo bene nel nostro paese, non staremo bene ovunque fuori di esso … La patria non è per quelli che vi abitano, ma per quelli che la difendono”.

“La Patria è per coloro che sono accorsi da ogni ceto sociale e affiliazione quando essa ne aveva bisogno, nonostante a volte avessero sbagliato… il loro dare se stessi è senza limiti … Alcuni sono stati onorati con il martirio, e il loro sangue ha trapassato la fasulla ‘Primavera’ e protetto la gente dall’inganno che agli inizi  stava per dare i suoi frutti … il loro sangue ha perforato ciò che l’Occidente falsamente ha definito ‘primavera’, che invece era un fuoco vendicativo il quale mirava a torcere qualsiasi cosa fosse sulloro cammino attraverso un settarismo abominevole, un odio cieco ed una  disgustosa divisione… è stata una primavera solo per chi l’ha progettata ed ha cercato di renderla una realtà, che ora è al collasso”.

“Il sangue dei martiri ha protetto e protegge la Patria e la regione, proteggerà la nostra integrità territoriale e rafforzerà la concordia tra di noi, e al tempo stesso purificherà la nostra società della slealtà e dal tradimento, impedendoci una caduta morale, umana e culturale, che è la nostra più grande vittoria … Quando la Patria trionfa, non dimentica coloro che le si sono sacrificati con amore”.

“Vorrei estendere i miei saluti a coloro che lo meritano di più: l’Esercito Arabo Siriano che sta versando sangue e sudore per la Siria, che essi vedono come la cosa più importante… Auguri alle nostre Forze Armate che stanno combattendo la più feroce delle guerre e sono determinate a ripristinare la sicurezza e la stabilità in Patria attraverso lo sradicamento del terrorismo”.

“Le forze armate hanno scritto l’epica dell’eroismo, grazie alla loro coesione, fermezza e unità nazionale, che riflettono quelle del popolo … rendendo in tal modo i cittadini orgogliosi e mantenendo la loro sicurezza … Complimenti ad ogni soldato che sta completando la missione dei colleghi che sono trapassati!”.

“Saluto tutti i cittadini che hanno fatto il proprio dovere nazionale, in piedi al fianco dalle Forze Armate, ciascuno nel suo ruolo… Questi sono il fiore all’occhiello della Siria, i cui nomi passeranno alla storia, perché stanno scrivendo la storia col proprio sangue e valore”.

“Vengo dal popolo e come tale resterò … le parole sono transitorie, ma la Patria è eterna … Le lacrime delle madri in lutto rinfrescano le anime pure dei loro cari trapassati, e bruciano quelle dei criminali …”.

“La Siria rimarrà così com’è e diventerà, a Dio piacendo, più forte … Non vi è alcuna cessione di diritti o rinuncia ai nostri principi … Quelli che hanno scommesso sull’indebolimento della Siria per farci dimenticare il Golan e le sue terre occupate si sono sbagliati …il Golan è nostro e la Palestina è la nostra causa, alla quale non rinunceremo … noi resteremo i sostenitori della Resistenza contro l’unico nemico.. la Resistenza è una cultura, non un singolo soggetto”.

“Il popolo e lo Stato, che hanno sostenuto il peso maggiore nel resistere insieme al popolo palestinese nella loro giusta causa, per decenni, nonostante tutte le le sfide ed i costi che ogni cittadino siriano ha pagato, non possono che essere nella stessa posizione nei confronti dei palestinesi … Ogni tentativo di coinvolgere i palestinesi negli eventi siriani ha lo scopo di deviare l’attenzione dal principale nemico, ed è nato morto … i palestinesi in Siria stanno facendo il proprio dovere verso la loro seconda Patria, come qualsiasi siriano … Siamo responsabili, come popolo siriano e come Stato, per aver fatto il nostro dovere nei  loro confronti, come nei confronti di qualsiasi cittadino siriano. Saluto tutti i palestinesi onesti che hanno ben valutato le posizioni siriane e non hanno trattato la Siria come un hotel, che si lascia quando il servizio va in declino”.

“A dispetto di ciò che è stato pianificato contro la Siria, non avrebbero mai potuto cambiare noi stessi… il patriottismo scorre nel nostro sangue e la Siria è il bene più prezioso di tutti …  La vostra fermezza, per più di due anni, dice al mondo intero che la Siria è impermeabile al collasso e che il popolo siriano è impermeabile alle umiliazioni … saremo sempre così … mano nella mano andremo avanti, portando la Siria verso un futuro più luminoso e più forte”.

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SANA – 6/1/2013

Traduzione in lingua italiana a cura di Filippo Fortunato Pilato
per  SyrianFreePress.net Network – 6/1/2013

https://syrianfreepress.wordpress.com/2013/01/06/13283/

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