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SYRIAN FOREIGN MINISTRY TO UN SECURITY COUNCIL:

“1000 FACTORIES IN ALEPPO WERE ROBBED AND TRANSFERRED TO TURKEY WITH ITS GOVERNMENT’S FULL KNOWLEDGE, AND THIS IS CONSIDERED “AN ILLEGAL ACT THAT AMOUNTS TO PIRACY”

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THIS VIDEO HAS BEEN ORIGINALLY RECORDED THE 23/11/2012.
The Evidence of the Act of Piracy and Robbery Committed by Terrorists Mercenaries of FSA/al-Qaeda by Commission of Turkey and Qatar.
Trucks of Equipments Stolen in Syria by the FSA/Mercenaries Gangs Are Exported in Turkey with Destination Qatar.
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QUESTO VIDEO É STATO ORIGINARIAMENTE REGISTRATO IL 23/11/2012.
L’Evidenza della Rapina e Atto di Pirateria Commesso dai Terroristi Mercenari Jihadisti di FSA/al-Qaeda su Commissione di Turchia e Qatar.
Camion Carichi di Attrezzature Rubate in Siria dalle Bande dei Mercenari del FSA Vengono Esportate in Turchia con Destinazione Qatar.
Thanks for the Video to EretzZen & SyriaTubeReloaded at https://syrianfreepress.wordpress.com/2013/01/21/13967/

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DAMASCUS – 10/1/2013 – The Foreign and Expatriates Ministry stressed that the robbery of a thousand factories in Aleppo and their transfer to Turkey with the knowledge and facilitation of the Turkish government is considered “an illegal act that amounts to piracy”.

The Ministry’s stress came in two identical letters it addressed on Thursday to the Chairman of the UN Security Council and the UN Secretary General on the robbery of these factories and the transfer of the properties to Turkey with its government’s full knowledge.

The Ministry described the robbery and transfer as “an act of aggression” that targets the Syrians in their sources of living and economic life.

“This act indicates once again the Turkish ambitions and the sabotage role Turkey is playing in the crisis in Syria, and reveals as well its intentions towards the Syrian people,” said the letters, adding that this act also “affirms [Turkey’s] false claims in caring for the Syrians’ life and the major requirements of their living.”

The Ministry slammed these practices as “immoral” as they “constitute a flagrant violation of the principles of good neighborliness and non-interference in the countries’ internal affairs”.

“[These practices] are a direct contribution in a cross-border crime and acts of piracy, which demands an international reaction that should be up to the wide scale of damage caused to the Syrian people and their economic and commercial capabilities,” the letters added.

The Ministry reaffirmed that a reaction is demanded by the Security Council that should be up to the responsibilities and the obligations it assumes in the field of combating terrorism and maintaining international security and peace.

Such a reaction is necessitated, the Ministry stressed, in light of the support given by a neighboring country like Turkey to terrorism and the providing of helping conditions for looting Syria’s resources across the border and destroying the Syrians’ capabilities and sources of living, in addition to facilitating the exploitation of these capabilities for the sake of backing terrorism inside Syria.

The Ministry demanded that the UN Security Council and the UN Secretary General “issue a clear condemnation of these acts of sabotage and terrorism and take necessary measures to hold to account their perpetrators and the regional and international countries and forces standing behind them.”

This condemnation, the letters said, is supposed to “reflect the international organization’s rejection of any additional contribution by the countries that are hostile towards Syria to further aggravate the living conditions of the Syrian people and increase their humanitarian suffering.”

The Foreign and Expatriates Ministry called for taking all legal measures against the Turkish government to compel it to give back the stolen properties to their owners and pay all compensations to the affected according to the relevant enforced rules of the international law, in addition to getting it to immediately stop repeating such practices now and in the future.(H. Said – 10/1/2013 – SANA)

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Syrian Foreign Ministry to UN Security Council: “1000 Factories in Aleppo Were Robbed and Transferred to Turkey with Its Government’s Full Knowledge, and this is considered “an illegal act that amounts to piracy”
(SOLO AUDIO)

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DENUNCIA DEL MINISTERO DEGLI ESTERI SIRIANO AL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU:

“1000 FABBRICHE IN ALEPPO SONO STATE DERUBATE E I LORO PRODOTTI TRASFERITI IN TURCHIA CON LA PIENA CONSAPEVOLEZZA E COLLABORAZIONE DEL GOVERNO TURCO, E QUESTO È DA CONSIDERSI” UN ATTO ILLEGALE IMPUTABILE COME VERA PIRATERIA “

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Il Ministero Siriano degli Esteri ed Espatriati ha sottolineato che la rapina ai danni di un migliaio di stabilimenti in Aleppo e il trasferimento dei loro prodotti in Turchia con la conoscenza e la facilitazione del governo turco è da considersi “un atto illegale che è imputabile come vera pirateria”.

La sollecitazione del Ministero è avvenuta con due lettere identiche indirizzate questo giovedì mattina al Presidente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e al Segretario generale dell’ONU a riguardo della rapina subita da queste fabbriche in territorio siriano ed il trasferimento delle proprietà in esse contenute verso il territorio Turchia, con la piena consapevolezza e complicità del governo di Ankara.

Il ministero ha descritto queste rapine e il trasferimento della refurtiva in Turkia sotto la supervisione turca come “un atto di aggressione” che mira a colpire i siriani nelle loro fonti di sopravvivenza e nella vita economica.

Il ministero ha descritto queste rapine e il trasferimento della refurtiva in Turkia sotto la supervisione turca come “un atto di aggressione” che mira a colpire i siriani nelle loro fonti di sopravvivenza e nella vita economica.

“Questo atto indica ancora una volta le ambizioni turche e il ruolo sta giocando la Turchia nel sabotaggio e nella crisi in Siria, e rivela anche le vere intenzioni del governo di Ankara nei confronti del popolo siriano, per derubarlo, affamarlo, causargli sofferenze”, è scritto nelle lettere.

Il Ministero ha denunciato apertamente e seccamente queste pratiche come “immorali” in quanto “costituiscono una flagrante violazione dei principi di buon vicinato e di non ingerenza negli affari interni dei paesi”.

” Queste pratiche sono un contributo diretto alla criminalità transfrontaliera e agli atti di pirateria, cosa che richiede una reazione internazionale che dovrebbe essere su larga scala in base ai danni causati al popolo siriano e alle loro capacità economiche e commerciali”, è aggiunto nelle lettere.

Il Ministero ha ribadito che è richiesta una immediata reazione da parte del Consiglio di Sicurezza, che dovrebbe essere all’altezza delle responsabilità e degli obblighi che essa assume nel campo della lotta contro il terrorismo e per il mantenimento della sicurezza internazionale e della pace.

Tale reazione è stata resa necessaria, il Ministero ha sottolineato, alla luce del sostegno dato al terrorismo da un paese vicino, come la Turchia, favorendo le condizioni necessarie per attuare i saccheggi delle industrie della Siria e il contrabbando dei materiali che in esse erano contenutid attraverso il confine turco, distruggendo le capacità delle imprese siriane e ‘le fonti della vita, oltre a facilitare lo sfruttamento di queste capacità e beni ad uso delle bande di fuorilegge terroristi, appoggiandoli di fatto all’interno della Siria.

Il ministero ha chiesto che al Consiglio di sicurezza dell’ONU e al Segretario generale dell’ONU di “emettere una chiara condanna di questi atti di sabotaggio e terrorismo, adottando al più presto tutte le misure necessarie per chiedere conto di ciò sia agli autori che alle parti regionali ed internazionali, nonchè alle forze che stanno dietro di loro.”

Questa condanna, è detto nelle lettere, dovrebbe “riflettere il rifiuto, da parte delle NU, affinchè ci siano ulteriori ed eventuali contributi da parte dei paesi che sono dichiaratamente ostili nei confronti della Siria, che possano aggravare ulteriormente le condizioni di vita del popolo siriano e aumentare la loro sofferenza umanitaria”.

Il Ministero degli Esteri ed Espatriati ha fatto appello affinchè si prendano tutte le misure legali necessarie e possibili contro il governo turco, obbligandolo a restituire le proprietà rubate ai loro legittimi proprietari ed a pagare tutte le compensazioni ai suddetti interessati, secondo quanto stabiliscono le regole vigenti in materia di diritto internazionale, oltre ad imporre e ottenere l’assicurazione che vengano interrotte immediatamente tali pratiche e che non si debbano mai più ripetere, ora e nel futuro.

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SyrianFreePress.net Network   translation at

https://syrianfreepress.wordpress.com/2013/01/10/13477/

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