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NOI NON CELEBRIAMO LA
“GIORNATA DELLA MEMORIA”

CI SI CHIEDE DI RICORDARCI DI “IERI”

MA DI CHIUDERE GLI OCCHI SUL PRESENTE

SULLA MATTANZA DI ARABI DI SIRIA E PALESTINA

Si può chiedere “memoria” per alcuni, negandola ad altri?
Qualcosa non quadra, non tornano i conti. Noi gli occhi non li chiudiamo, noi non dimenticheremo: ABBIAMO BUONA MEMORIA.

Il Network di SyrianFreePress.net & TG24Siria non partecipa alle commemorazioni di questa “memoria” a senso unico. È nel nostro diritto farlo.

A meno che il rabbinato internazionale che sostiene l’Entità Sionista non riconosca l’olocausto compiuto da oltre 60 anni a questa parte ai danni della popolazione araba di Palestina, cristiana e musulmana, che ha avuto come culmine diversi massacri di Gaza e che continua, quotidianamente, in tutta la Palestina occupata, in un lento, inarrestabile stillicidio.

Non si puo celebrare solo e sempre “una” memoria.

O si è sensibili a tutte le disgrazie umane, o ci si considera l’unica rappresentanza umana per cui doversi dispiacere, mentre tutti gli altri sono solo “animali parlanti”, poco più che bestie, come celebra il Talmud, e quindi indegni.

Non abbiamo scritto e pubblicato queste poche righe ed esposto la foto allegata per suscitare alcun sentimento, nè d’odio, nè di compassione, o tristezza e vendetta, ma semplicemente in onore di una MEMORIA negata.

Verremo in questi giorni sommersi di pubblicità, telefilm e film, dibattiti e documentari che metteranno in ombra tutti i crimini commessi non solo nel passato ai danni di altri popoli ed etnie, ma anche recentemente, in questi ultimi anni e ancor oggi. E ancor oggi, chi si strappa le vesti farisaicamente in pubblico, di nascosto arma la mano a bande di terroristi che commettono crimini orrendi, ma dei quali nessuna memoria verrà mai celebrata. E tutto ciò è inaccettabile.

Senza voler ferire la suscettibilità altrui per le sofferenze patite, ma o si celebrano le memorie delle sofferenze di tutti gli esseri umani, a partire da quelle più recenti e fresche di Gaza, oppure noi non intendiamo renderci complici di quella che è solo una campagna di propaganda, per ingrassare quella che anche l’ebreo Norman Finkelstein (i cui genitori sono morti nei campi di cioncentramento) definisce in un suo famoso libro come “la Fabbrica dell’Olocausto”.

 Non si può avere la memoria così corta da non vedere quel che succede sotto i nostri occhi adesso, pretendendo di imporci il monopolio di un’unica memoria.

Memoria sulla quale oltretutto non è concesso investigare sulle dinamiche, nè è permessa a storici di professione la ricerca.

Memoria che viene imposta a senso unico e incontestabile. Strana memoria.

La comunità israelita, che sostiene ed è complice, apertamente o con il suo silenzioso assenso, dello Stato ebraico-sionista e ne approva l’operato genocida nei confronti della popolazione araba di Terra Santa, non può chiederci di chiudere gli occhi sui crimini compiuti dai suoi leader e nello stesso tempo volerci solidali con le proprie passate traversie: traversie grazie alle quali l’entità coloniale insediatasi in Palestina si ingrassa sempre più, giustificando e coprendo così ogni suo crimine.

 Questa ostinata insensibilità verso i fratelli arabi di Terra Santa, espropriati e massacrati da decenni nella propria terra, non gioca a favore dei così definiti impropriamente “fratelli maggiori”, ma anzi accresce nel mondo l’ostilità nei loro confronti.

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Il loro motto preferito è “occhio per occhio, dente per dente”: non si aspettino comportamento diverso nei loro confronti da chi non ha ancora svenduto all’ammasso la propria lucidità.

Se il rabbianto internazionale non riconoscerà le sofferenze ed i crimini commessi oggi ai danni della Palestina e del suo popolo, noi e tutti gli uomini ancora intellettualmente liberi non potremo onestamente riconoscere la loro memoria.

POCHI SANNO CHE IL 14 MAGGIO, GIORNO IN CUI IN PALESTINA SI CELEBRA LA NAKBA, LA CATASTROFE (significato simile a quello della shoà), QUANDO LA POPOLAZIONE ARABA FU CACCIATA DAI SUOI VILLAGGI, MASSACRATA, DEPORTATA, È UNA GIORNATA DI COMMEMORAZIONE VIETATA PER LEGGE NELLA PALESTINA OCCUPATA DALL’ENTITÀ COLONIALE SIONISTA.

In quel giorno le frontiere ed i check-point vengono chiusi (è capitato anche a noi di ritrovarci blindati a Jenin pochi anni fa in quell’occasione, con le milizie sioniste che ci impedivano ogni movimento verso l’esterno) e sono vietate tutte le commemorazioni. E’ vietato alla popolazione autoctona di Terra Santa, in quel giorno di maggio, ricordare i propri cari e le proprie sofferenze, fare visita a parenti, cimiteri, memoriali. Una giornata di lutto e di memoria vietata.

E si ha la faccia tosta di voler imporre una “giornata della memoria”, mentre la si nega agli altri…

In quanto gli arabi sono sicuramente di ceppo semita, questa negazione della loro memoria, oltre al furto della loro terra, al loro lento genocidio, da oltre 60 anni a questa parte, è da ritenersi quale vero ed inconfutabile atto di ANTISEMITISMO.

“Guai a voi scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno sono belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume…Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?” (Mt. 23, 13-36)

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Redazione & collaboratori del Network di SyrianFreePress.net  & TG24Siria

27 gennaio 2013

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link a questa pagina:
https://syrianfreepress.wordpress.com/2013/01/27/14157/

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