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TERRORISMO GIUDAICO/SIONISTA & TERRORISMO WAHABITA-SALAFITA: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Non si può definire in modo diverso l’attacco aereo e il bombardamento delle strutture siriane di Jamraya: Terrorismo.

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In cosa si differenzia quest’aggressione sionista seminatrice di morte e distruzione, dalle altre aggressioni e atti terroristici subiti dalla società siriana in questi mesi per mano salafita?

È sempre più evidente che il terrorismo coloniale giudaico/sionista e il terrorismo jihadista wahabita/salafita lavorano in sincronia e in simbiosi.

Entrambe hanno in comune: l’odio e la determinazione nel portare a segno attacchi sanguinari a comunità e aree cristiane densamente popolate, il disprezzo verso la vita umana, la mancanza di rispetto per l’altrui proprietà, l’intolleranza nei confronti di chi appartiene a tradizioni e confessioni differenti, l’eliminazione fisica di tutti coloro che pur essendo musulmani rifiutano la logica del terrore, il tentativo di frantumazione del tessuto sociale e dell’unità nazionale, gli attacchi diretti alle Forze Armate e alle Forze di Sicurezza che in Siria, come in qualsiasi paese al mondo, sono preposte a garantire ordine e sicurezza, tanto interne quanto di difesa da attacchi esterni.

Entrambe infine se ne fregano delle buone relazioni internazionali e del bene comune, a meno che non porti loro esclusivo vantaggio, e creano/promuovono quelle situazioni di alta tensione le quali sono portatrici di altissimi rischi di ampia deflagrazione con conseguenze imprevedibili ma sicuramente enormemente devastanti.
La loro comune insensibilità nei confronti del prossimo, sia esso rappresentato da singoli esseri umani che da intere nazioni, li spinge a compiere atti disumani e pericolosissimi per la comune convivenza: atti che possiamo tranquillamente considerare quali minacce e prepotenze intollerabili dalla società umana in generale, al di là delle etichette delle varie organizzazioni internazionali che la rappresentano.

Quest’ultimo atto di pirateria compiuto dall’entità sionista ha il gran merito di porre in assoluta evidenza, sia lo spregio che essa ha nei confronti di chicchessia, delle singole nazioni sovrane come della stessa ONU, e la forte connessione che esiste tra il terrorismo takfiro/salafita ed il terrorismo giudaico/sionista.

Ben siamo a conoscenza, per esempio, che l’entità coloniale sionista, oltre a permettere l’esistenza di basi terroristiche takfire/salafite anti-siriane a ridosso dei suoi confini, ha anche loro sminato tutto quel corridoio che precedentemente era impossibile attraversare senza enormi rischi, facilitando così i movimenti delle bande armate di al-Nousra e similari.

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Il bombardamento aereo del Centro di Ricerca Scientifica di Jamraya ha quindi diversi importanti scopi tattico/strategici:

a) – testa la capacità di intercettazione e reazione delle batterie antiaeree siriane (anche se non è detto che in realtà gli aerei di Giuda non siano stati invece intercettati ma si sia scelto di non contrastarli, al momento, per varimotivi)

b) – distrae l’attenzione sul confine sud-ovest, mentre la forte concentrazione di infiltrazione avviene invece proprio sui confini turco-iracheni di nord-est

c) – lancia un messaggio di incoraggiamento alle restanti bande di mercenari e terroristi allo…sbando…che in questo periodo stanno subendo gravissime perdite ovunque ed alle quali sin’ora non è restata altra opzione che quella sanguinaria terroristica, visto che militarmente sia FSA che al-Nousra valgono poco più che zero.

Quale momento è poi più propizio per lanciare il sasso e nascondere la mano, per le milizie di Giuda, che quello in cui l’attenzione mondiale è concentrata, media-stampa-industria cinematografica, sulla “memoria” del “popolo eletto” perseguitato?

A Damasco, nei quartieri generali della leadership politica, come tra i responsabili dello Stato maggiore militare, sanno bene tutto ciò, e molto di più ancora, conoscono la perfidia del nemico sionista e sanno come trattarlo, visto che da decenni a questa parte, nonostante tutti gli attacchi subiti sino ad oggi, la Siria è e resta l’unica Nazione ancora in piedi sulle macerie arabe, con la spina dorsale diritta, la coscienza popolare lucida, le alleanze e la capacità militare di reazione integra.

La Siria ha una storia secolare e radici profondamente radicate negli animi degli uomini e donne che la compongono: una forza, motivazione e determinazione che nessuna entità coloniale potrà mai sperare di avere.

Filippo F. Pilato

per SyrianFreePress.net  &  TG24Siria.com Network

https://syrianfreepress.wordpress.com/2013/01/31/14370/

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