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Alcuni dubbi sul ruolo dello Stato e della politica italiana in Siria

di Rustam Chehayed

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Il governo legittimo del presidente Bashar Al-Assad , di questi tempi è ampiamente demonizzato dai media di mezzo mondo, in linea con gli evidenti attacco e cospirazione nei suoi confronti e del suo Paese, anche dall’Italia riprendendo l’articolo sul Jadran Express dell’ottimo Alessandro Lattanzio, cercando di risalire a quando i media italiani, in linea con la propaganda dei nemici del popolo siriano, hanno iniziato a parlare della presenza di armi tra coloro che poco prima venivano venduti al pubblico come ‘manifestanti pacifici contro l’esercito spietato e repressore’, demonizzando il più  possibile governo, esercito e istituzioni siriani, e allo stesso tempo minimizzando il più possibile il carattere violento della rivolta istigata dai vari fattori esterni (armi, supporto tecnico militare e logistico,  fiumi di denaro).

Per citare alcuni episodi: le sedi istituzionali nella città meridionale di Deraa furono assaltati e incendiati, elementi armati che sparano su manifestanti e polizia, diversi poliziotti inizialmente e poi militari  uccisi, come si può  vedere in questo video, il 10 aprile 2011 a Banias sulla costa siriana, dove sono state trovate da una ditta norvegese, ingenti quantità di petrolio e gas nelle acque territoriali siriane, mentre tutti i media italiani si affannavano a difendere i manifestanti “pacifici e democratici”; nelle moschee si inneggiava già alla jihad e il clima da guerriglia mostrava già in nuce la situazione odierna! Come si può vedere in questo video.

Non dimenticando il caso della blogger lesbica Amina, per la quale ci sono stati diversi appelli parlamentari di svariati politici e partiti fin da subito, quasi alla cieca e con pesanti prese di posizione contro il popolo siriano, come potete leggere in questo link;  un palese esempio di demonizzazione lo potete trovare qui.

Mentre un video diffuso in quei giorni anche dalla televisione nazionale siriana, e che la RAI fece a meno di prendere in considerazione, per ovvie ragioni, era il video di Hama, quando parlare di terroristi, invece che di manifestanti pacifici, era un tabù per i media nazionali.

I casi eclatanti sono stati molteplici e per elencarli tutti si dovrebbero scrivere pagine e pagine, ma per chi è ben informato ed ha seguito attentamente i fatti siriani, non troverà difficile capire a cosa e a quanti eventi ci si riferisce. Ne vengono citati alcuni nel mio intervento in questo link.

Insomma, fin da subito la maggioranza dei politici e dei partiti di centro, destra e sinistra, si è mobilitata nel sostenere un certo pensiero, anche politico, tra le parti siriane in causa, ma purtroppo a mio vedere hanno sostenuto il terrorismo e la distruzione della Siria, anche inconsciamente, ma ovviamente chi si trova a certi livelli della politica italiana, non poteva non sapere e non vedere i milioni di siriani che scendevano in piazza a sostenere i loro governo, esercito e presidente. I più abili nel manipolare e demonizzare li hanno definiti subito ’impiegati statali costretti con la forza dal sanguinario regime a manifestare in piazza in suo favore’; manifestazioni che possiamo vedere in questi video, ad esempio: Video1, Video2, Video3.

Il democratico comportamento dell’unione europea verso questi milioni di siriani che avete visto nei video, bollati da alcuni giornalisti come impiegati statali costretti a scendere a manifestare, ha prodotto sanzioni economiche, chiusura dei rapporti diplomatici con la Siria, cercando di indebolirla economicamente e costringendo la popolazione a impoverirsi e a renderla profuga. Esprimendo il concetto  in parole semplici, hanno sottratto le medicine a casa sua, per distribuirle nei campi profughi con la bandiera a tre stelle del colonialismo francese in bella vista, mentre a Roma il governo italiano continua a fare apparentemente appelli per il rispetto dei diritti umani e per una soluzione del conflitto, sorvolando il più possibile sugli episodi e le motivazioni con cui ha agito l’ELS (l’opposizione armata), distruggendo il Paese e le sue infrastrutture, oltre al patrimonio storico, i gasdotti e via dicendo.

Invece di proteggere i manifestanti, come dicevano, seguono piani terroristici con vari attentati contro le istituzioni e i civili inermi, con la collaborazione di agenti di altre nazioni e mercenari provenienti da tutto il mondo. I media e i partiti italiani hanno dato spazio solo agli oppositori, spalancando loro porte e portoni mediatici, per indottrinare e chiudendo le porte in faccia ai rappresentanti legittimi del popolo siriano, come si vede in questo link.

Intanto alcuni politici italiani se ne vanno a spasso con personaggi ambigui, come si vede in questo video, e per poi, tra un evento e l’altro, finire con il recarsi anche a Parigi a incontrare i vertici del CNS,  sinonimo del consiglio nazionale siriano fantoccio patrocinato dai fratelli musulmani, che chiede altre armi e più soldi per l’esercito di mercenari dell’ELS, camuffando il tutto, agli occhi delle varie casalinghe di Voghera, grazie alla complicità dei media, come un gran impegno umanitario; nel link seguente il rappresentante del CNS per l’Italia. Oltre tutto, questo rappresentante del CNS ha  legami con gli stessi che hanno assaltato l’ambasciata, visto nel video precedente, dove uno di essi ha apparentemente una relazione con una delle figlie del rappresentante del CNS.

Una coraggiosa parlamentare finalmente ha denunciato questa presenza che, ovviamente non rappresenta tutti i siriani in Italia ma solo una determinata parte, al Parlamento, dopo avere avuti dei conttati precedenti con il suddetto rappresentante degli oppositori siriani in Italia, come riportato in questi link: Intervento di Dachan, Camera, Verificare la presenza di Dachan nella appresentanza a Roma. Tra gli oppositori siriani in Italia più in vista sulle reti nazionali e nel web, abbiamo questa pseudo attivista dai toni e dalle maniere discutibili, che chiede l’intervento in Siria, ma soprattutto armi, facendo un’analisi palesemente errata della situazione, come potete vedere nel video. Potete vedere qui la ragazza, sostenitrice dichiarata del PD, in una manifestazione di piazza a fianco al solito Bersani. Tra gli oppositori siriani a Milano, abbiamo i rappresentanti della moschea di via Padova che riunisce arabi e non di varie nazionalità, per le proprie attività.

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Domande spontanee: erano coscienti Bersani e i suoi spalleggiatori siriani in Italia, del sospetto traffico di armi nel nostro Paese quando incontrava i vertici del CNS a Parigi? Cosa faceva in Siria, il 23/6/2012, lo stesso personaggio (quello a sinistra nella foto qui sopra) vicino a Bersani nella foto in alto (nella foto di testa, dove lo stesso è con la bandiera in mano dietro Bersani), con un arma  in mano? Sapevano Bersani o i vertici del governo Italiano di questi sospetti? Perchè questa notizia non è stata presa in considerazione da nessun media nazionale, senza essere smentita?

Il detto  dice che ‘chi tace acconsente’, ed é per questo che ci poniamo questi dubbi su un presunto invio di armi tramite un aereo Italiano atterrato a Beirut, poco prima del natale 2011, come riportato in questo articolo dell’agenzia iraniana PressTV, essendo come le reti siriane, censurata e sanzionata dalla comunità europea, in modo che non si possa diffondere la sua “propaganda sanguinaria”. L’articolo di PressTV in inglesequi in arabo e qui in italiano; Blitzquotidiano.

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Alcune pagine nel web fornivano indiscrezioni sul carico di quell’aereo, tra cui il temibile lanciamissili di fabbricazione israeliana B-300: “SIRIA – L’altra faccia della rivolta“, consegnando, attraverso il confine turco e libanese, al cosiddetto “esercito libero siriano” armi di fabbricazione israeliana, tra cui il suddetto B-300, capace di perforare anche i carri armati. Secondo la fonte, pare confermata anche la complicità italiana nelle forniture attraverso un aereo ufficialmente carico di aiuti umanitari, arrivato a Beirut dall’Italia. Notizia particolarmente allarmante se si pensa che ultimamente queste raccolte fondi (o presunte tali), nel nostro Paese, per i profughi siriani, sembrano in preoccupante aumento. In questo video si vede quel tipo di lanciamissili nelle braccia di un miliziano morto presso Deraa.

Dal minuto 2.09 nel video in italiano, un siriano espone il suo punto di vista sulla chiusura dell’ambasciata siriana a Roma, che i media e i politici si sono ben guardati dal denunciare, esponendo un punto di vista non in linea con gli standard della cospirazione ai danni della nazione siriana e del suo popolo. A seguire link utili per fare chiarezza sul punto di vista dell’attuale crisi siriana, che si è voluto nascondere all’opinione pubblica italiana, fin dal marzo 2011.

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Fonte originale: StatoPotenza
http://www.statopotenza.eu/6780/alcuni-dubbi-sul-ruolo-dello-stato-e-della-politica-italiana-in-siria

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