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Otaybah-eastern goutha

Ful Map at
http://wikimapia.org/#lang=en&lat=33.496314&lon=36.613655&z=13&m=b

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A ZIAD FADEL REPORT

ziad_fadel_x100DAMASCUS: More details about the ambush at Al-’Utayba.  The number of carcasses counted so far is 192.  This may be adjusted upwards as more rats are found.  The number wounded or arrested is 58 with 2 confirmed CIA agents.  I still do not know the nationality of the spies.  There is a large number of Saudis and Jordanians. Unlike other news sources, I have not received any word of Chechens in the group.

The Syrian Military Intelligence people had planned this ambush for 2 weeks.  The plan was to give the rats a perceived opening out of the Qalamoon area through Reema Farms.  It was known that the rats would detect the aperture and report it.  Such as it was, the chief of the rodent force north of Reema Farms contacted Abu Muhammad Al-Jawlaani’s aide de camp who must have relayed the information to the American terrorist commanders in Al-Mafraq.  The plan was set at that point to collect as much fuel as possible to enable the caravan to make the 47 km trip to Al-’Utayba and then to Jordan without attracting attention.  The fuel, however, was not enough and the last leg of the operation had to be on foot. In fact, one rat already told an interrogator that it was thought that a trek on foot would be safer and attract less attention than driving trucks.  The rats decided to implement the plan on February 26, 2014 at about 12:00 a.m.  Before they started, SAA engineers planted mines all along the only pathway the rats could travel.  It was a just a matter of waiting for them to get beyond the fail-safe point and then detonate the explosives.  That was to be followed up by artillery and infantry fire.

All communication equipment was turned off so as not to alert the SAA or MI to the plan.  This meant that even if the terrorists in Al-Mafraq discovered the trap, they would not be able to warn the rats moving into it.  The fact that the rodents selected a night-time operation meant also that the SAA and MI would be able to set the trap in largely flat territory without being seen.  And that is what happened.  The vermin moving quickly and stealthily past several military bases did not have the ability to see the large force waiting for them.  And they could not suspect the explosives planted for their warm reception just south of the lake.

At approximately 3:00 a.m. the rats ran past a point just south of Al-’Utayba Lake, exactly where the SAA knew they would because of intercepted communications and because the path they were following necessarily led there.  The rats must have been completely shocked as their world erupted around them and as Shilkas, infantry and artillery tore at them with such ferocity that it is a minor miracle any survived.  As the sun started to rise, the SAA colonel in charge of the ambush relayed the message to HQ that the rats were annihilated.  SANA and Al-Mayadin were quickly informed and sent to the scene with minders to insure that no technology could be compromised.

Syrian soldiers and NDF swiftly disarmed all carcasses and wounded rodents to insure, as in the case of the former, that none were feigning death in an effort to either escape or open fire on unsuspecting soldiers.  The carcasses were removed and lined up along a pathway far from any signs indicating the technology used to kill them.

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Ziad Fadel:

Attorney for 33 years and Supreme Court Certified Interpreter for Arabic/English Diploma with Honors from Ann Arbor Pioneer High School in 1968; B.A. University of Michigan in Ann Arbor 1968-1972; M.A. University of Michigan Dept. of Near Eastern Studies 1972-1974; Ph.D. Cand. Univ. of Michigan 1972-1977; Then went to law school. Credits: Harvard University for classes in Islamic Philosophy; Fellowships from University of Pennsylvania 1976; 2 from Univ. of Michigan. Read English, Arabic, German, French, Farsi, some Hebrew. Studied Ancient Greek and Latin before grad school. Michigan Supreme Court Certified Interpreter/Translator for Arabic and English

Source at SyrianPerspective

More Ziad Fadel reports at
http://www.syrianperspective.com/

SyrianFreePress reloaded on 27/02/2014

rats-buldozerized-al-gouta-20140226-27

~ Translation and adaptation into Italian ~

~ Traduzione e adattamento in lingua italiana ~

Dettagli dell’imboscata effettuata dalle Forze Armate Siriane nell’area di Al-‘Utayba (Ghouta orientale damasceno) in cui sono stati eliminati circa 200 mercenari, a maggioranza stranieri, che hanno commesso atti di terrorismo in Siria

Maggiori informazioni sull’agguato ad Al – ‘ Utayba.

Il numero di carcasse contate finora è 192 . Questo numero può crescere nelle prossime ore, appena verranno trovati altri cadaveri che sono stati dispersi nell’attacco. Il numero di feriti o arrestati è di 58, tra cui 2 agenti della CIA confermati. Ancora non si sa con esattezza la nazionalità di tutte le spie . Ci sono, accertati, un gran numero di sauditi e giordani . Al momento non é confermato con  esattezza il numero di ceceni identificati.

I servizi segreti militari siriani avevano lavorato, per coordinare questo agguato, da circa 2 settimane . Il piano era quello di dare l’impressione ai ratti che ci fosse un varco per fuoriuscire dalla zona Qalamoon, attraverso l’area agricola delle fattorie di Reema.

L’idea era che i takfiri scoprissero un canale d’apertura verso l’esterno, dalla zona in cui erano circondati (e dove erano asserragliati usando la popolazione civile siriana come scudo umano, motivo per cui le Forze Armate Siriane non potevano bombardare indiscriminatamente l’area), e che riportassero tale informazione ai loro comandi esterni.
E così é stato. Il capo delle forze mercenarie takfire, a nord delle fattorie di Reema, contattó l’aiutante di campo di Abu Muhammad Al- Jawlaani, che comunicó tali informazioni al comando terroristi filo-americano di Al-Mafraq .

Il piano a quel punto per i ratti fu di raccogliere quanto più carburante possibile per consentire alla loro carovana di compiere il viaggio di 47 km da Al-Utayba verso i campi d’addestramento e concentrazione di mercenari in Giordania, sotto il comando militare e la protezione USA, senza attirare troppo l’attenzione dei servizi militari siriani. Il carburante, tuttavia, non era sufficiente abbastanza per tutti i veicoli della carovana takfira e l’ultima tappa della fuga sarebbe terminata a piedi. Infatti, un ratto catturato confessó che essi pensavano che percorrere quel tratto a piedi sarebbe stato più sicuro per attirare meno l’attenzione dell’Esercito Siriano.

I ratti hanno quindi deciso di attuare il piano di fuga verso i loro protettori ameri-cani il 26 febbraio 2014, verso mezzanotte.

Antecedentemente, i tecnici delle squadre del Genio Militare Siriano avevano piazzato mine lungo tutta l’unica strada sulla quale i ratti terroristi in fuga potessero viaggiare.

E ‘stata poi solo una questione di tempo, affinché la colonna di mercenari giungesse l’area prestabilita, per poi far detonare gli esplosivi.

Successivamente ci sarebbe stato un fuoco d’inferno, da parte di artiglieria e fanteria delle Forze Armate Siriane, che li avrebbe coperti e sotterrati.

I comandi takfiri ordinarono che tutte le apparecchiature di comunicazione venissero spente, in modo da non essere intercettati e allertare cosí le forze dell’intelligence militare siriano. Ma questo significava anche che se i ratti di Al – Mafraq avessero scoperto la trappola, non sarebbero stati in grado di avvertire l’esterno e le loro retrovie, le quali avendo le ricetrasmittenti spente non avrebbero potuto far nulla e sarebbero cadute ugualmente nell’imboscata.

Il fatto che i roditori avessero optato per un’operazione notturna non significava che le Forze Armate Siriane non sarebbe state in grado di controllare il territorio, in gran parte pianeggiante. L’Esercito Arabo Siriano é un vero esercito moderno, tecnologicamente ben attrezzato e aggiornato, le cui forze in campo sono ben addestrate e rifornite delle piú attuali tecniche di combattimento, la cui formazione degli ufficiali é tra le piú elevate a livello internazionale, grazie anche alla collaborazione con altre forze armate alleate.

Questo è quello che è successo ad Al-‘Utayba (Ghouta orientale damasceno).

I parassiti si muovevano rapidamente e furtivamente, avendo l’illusione di aver oltrepassato diverse basi militari di controllo siriane, non evendo la capacitá di accorgersi della grande sorpresa che li attendeva. Essi non potevano sospettare degli esplosivi piazzati dagli artificeri militari siriani per dar loro una calorosa accoglienza appena giunti a sud del Lago di Otaybah.

Circa verso le 03:00, le bande armate mercenarie takfire oltrepassavano il punto (di non ritorno) appena a sud del Lago di Otaybah, dove l’Esercito Arabo Siriano sapeva che (a causa di comunicazioni precedentemente intercettate) essi stavano seguendo esattamente  il piano che li avrebbe portati loro in bocca. I ratti furono completamente sconvolti appena si accorserro che il mondo stava scoppiando loro intorno, mentre fanteria e artiglieria siriana gli si avventarono addosso con tale forza che è un quasi miracolo che ci sia stato qualche sopravvissuto . Mentre il sole iniziava a salire, il colonnello del SAA  responsabile dell’organizzazione dell’agguato poté trasmettere il messaggio al Comando Militare Siriano che tutti i membri delle bande armate terroristiche mercenarie erano stati annientati, uccisi o feriti e arrestati.

Successivamente, appena l’area fu messa completamente in sicurezza, le redazioni giornalistiche di SANA e Al-Mayadin vennero immediatamente informate e sulla scena  vennero inviati i loro corrispondenti con la necessaria tecnologia per le trasmissioni.

I soldati siriani e delle Forze Speciali rapidamente disarmarono tutti i cadaveri rimasti sul terreno e tutti i feriti, per assicurarsi che nessuno di loro stesse fingendo di essere morto, nel tentativo di fuggire o, peggio ancora, di poter aprire il fuoco sui soldati siriani presenti e ignari.

Le carcasse dei criminali takfiri eliminati, un branco di spregevoli traditori della causa e resistenza araba all’occupante sionista e yankee, mercenari terroristi venduti, sono quindi state rimosse e tutte allineate lungo un percorso lontano da tutti quei segni che avrebbero potuto indicare che tipo di tecnologia fosse stata utilizzata per neutralizzarli.

(Questo rapporto é una traduzione e adattamento dall’originale redatto dal patriota siriano Ziad Fadel)

Traduzione di SyrianFreePress.net International Freelancers Patriotic Network
il 28/2/2014

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